La grande collana del «Parnaso italiano» giunge con questo volume al penultimo appuntamento, mentre già si annuncia il volume conclusivo dedicato al Novecento. Anche per l'Ottocento, così vicino - per tanti motivi - alla sensibilità odierna, i curatori hanno operato una scelta che non è solo di gusto, ma «ambisce proporre una crestomazia funzionale e caratterizzante, che indica un coordinamento e un periodizzamento nuovo della nostra storia letteraria, sia pure limitatamente ai poeti... Duemila pagine non sono troppe, quando si consideri che bisogna far posto ad un'ampia scelta di due scrittori che con gli anni sono stati riconosciuti di prima grandezza (come il Porta e il Belli) e a uno come il Carducci: che per tanti anni è stato considerato l'ultimo "vate" della patria». I due tomi colmano «tutto l'arco del secolo, dall'età napoleonica a quella umbertina, seguendo il processo di tardiva formazione e di precoce crisi del nostro Stato unitario».
Ecco dunque accanto al Monti, Foscolo e Porta, Grossi e Prati, Tommaseo e Belli; e ancora le personalità «democratiche» di Nievo e Dall'Ongaro, i giocosi e i satirici capeggiati dal Giusti, gli epigoni del classicismo tra cui spiccano Nigra e Betteloni, il gruppo di scapigliati in cui si segnalano Boito, Olindo Guerrini e Pompeo Bettini. A questi che sono i nomi più noti, fa corona un coro di «minori» in cui forse il lettore avrà modo di compiere le più gustose scoperte.
Com'è tradizione del «Parnaso italiano», i due tomi sono arricchiti da una serie di riproduzioni che forniscono spunti felici all'interpretazione. Sono qui ospitati disegni di maestri italiani coevi, dai romantici D'Azeglio e Hayez allo scapigliato Ranzoni e agli «impressionisti» Reycend e Zandomeneghi, passando per Gigante, Fattori, Cecioni. Sono immagini rare, in massima parte inedite, che suggeriscono finemente il colore di quel tempo.
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La grande collana del «Parnaso italiano» giunge con questo volume al penultimo appuntamento, mentre già si annuncia il volume conclusivo dedicato al Novecento. Anche per l'Ottocento, così vicino - per tanti motivi - alla sensibilità odierna, i curatori hanno operato una scelta che non è solo di gusto, ma «ambisce proporre una crestomazia funzionale e caratterizzante, che indica un coordinamento e un periodizzamento nuovo della nostra storia letteraria, sia pure limitatamente ai poeti... Duemila pagine non sono troppe, quando si consideri che bisogna far posto ad un'ampia scelta di due scrittori che con gli anni sono stati riconosciuti di prima grandezza (come il Porta e il Belli) e a uno come il Carducci: che per tanti anni è stato considerato l'ultimo "vate" della pat
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Giulio Einaudi Editore
- Autore
- ISBN
- 300000001371