Questo libro avrebbe potuto anche intitolarsi "Gli uomini che fecero l'Italia". È una galleria di ritratti, la più larga cui Spadolini si sia dedicato nella sua opera di storico: ritratti dei grandi ma anche dei meno grandi, interpretazioni delle figure centrali ma anche di quelle periferiche della storia italiana fra i primordi dell'unificazione e l'epoca dello Stato liberale.
Ricostruiti secondo una tecnica modernissima, al di fuori di ogni suggestione oleografica ed anzi con un impegno di revisione critica e talvolta ereticale, da "Risorgimento senza eroi", sfilano in questa galleria i volti degli uomini legati alla leggenda nazionale ma anche di quelli che contrastarono gli sbocchi e i miti dell'unità nel loro farsi e nel loro affermarsi. C'è Cavour ma c'è anche Cantù; c'è Pellico ma c'è anche Stoppani; c'è Ricasoli ma c'è anche Tommaseo; ci sono i moderati scettici come Balbo e D'Azeglio e i radicali intransigenti come Cattaneo, i liberali "ultra" come Farini e i democratici arrabbiati come Guerrazzi, i neoguelfi come Gioberti e i laicisti estremi come Settembrini, i precursori, come Vieusseux e gli scrittori che hanno interpretaro il ripiegamento o le evasioni di fine secolo, un De Amicis, un Collodi, perfino un Salgari.
Galleria di busti ed insieme antologia di problemi, i problemi più drammatici e più che mai aperti della nostra formazione unitaria. Mazzinianesimo e marxismo; liberalismo e democrazia; lo Stato dei notabili e lo Stato del suffragio universale; le deviazioni e le antinomie dell'unità, sullo sfondo di quello che Spadolini chiama, riecheggiando il famoso titolo di Huizinga, l'Autunno del Risorgimento, il tramonto dei valori di libertà che nel riscatto nazionale si espressero. Libro di storia ma anche esame di coscienza, riflesso autobiografico di un'esperienza intellettuale partita dalle revisioni orianesche e gobettiane per giungere agli approdi della religione della libertà.
Sessantacinque capitoli, arricchiti da novantasei tavole caricaturali, quasi tutte inedite: una vera sintesi iconografica del Risorgimento. Quattro parti: "gli immortali d'ieri "; "malinconia delle date "; "paradossi risorgimentali"; "le contraddizioni dell'unità". Non manca una specie di " diario" delle date fondamentali dell'Ottocento, riviste cent'anni dopo, dal connubio cavouriano a Porta Pia.
Unendosi alla nuova edizione aggiornata e accresciuta di Firenze capitale nella stessa collana, l'opera vuole rappresentare una vera e propria guida al Risorgimento, alle sue grandezze e alle sue miserie, alle sue intuizioni e ai suoi fallimenti, alle sue speranze e alle sue smentite. In un rapporto strettissimo con gli altri libri di Spadolini - la serie dei volumi giolittiani, la storia dell'opposizione cattolica non meno che di quella laica - ma con un accento di confessione e di terimonianza che unisce intimamente la ricostrezione di un'epoca all'impegno civile di oggi e di domani.
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Questo libro avrebbe potuto anche intitolarsi "Gli uomini che fecero l'Italia". È una galleria di ritratti, la più larga cui Spadolini si sia dedicato nella sua opera di storico: ritratti dei grandi ma anche dei meno grandi, interpretazioni delle figure centrali ma anche di quelle periferiche della storia italiana fra i primordi dell'unificazione e l'epoca dello Stato liberale.
Ricostruiti secondo una tecnica modernissima, al di fuori di ogni suggestione oleografica ed anzi con un impegno di revisione critica e talvolta ereticale, da "Risorgimento senza eroi", sfilano in questa galleria i volti degli uomini legati alla leggenda nazionale ma anche di quelli che contrastarono gli sbocchi e i miti dell'unità nel loro farsi e nel loro affermarsi. C
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Felice Le Monnier
- Autore
- Spadolini Giovanni
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 900000005468