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Il Principe di Sansevero

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Magia e scienza, alchimia e massoneria nella vita di Raimondo di Sangro, inquietante testimone della Napoli del Settecento

De Agostini
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
€ 20,00
Quantità

pp. 288, Novara
data stampa: 1990
codice isbn: 978884020121

L'ingiusta nomea di stregone, e di geniale ciarlatano, si è troppo spesso associata, per due secoli, alla figura di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, nato nel 1710 da una delle più antiche e nobili famiglie del Regno di Napoli, e alto dignitario alla corte di Carlo di Borbone. Suggestionata dall'aura maledetta che lo avvolse già all'indomani della morte, avvenuta nel 1771, anche la storia ufficiale ha raramente reso giustizia a un personaggio un poco balzano ma genialissimo. A una reale dimensione umana vuole ricondurlo questa biografia, ricostruendone la complessa personalità nel quadro della Napoli dell'epoca, di cui Raimondo di Sangro sembra riassumere tensioni e problematiche, ambiguità e contraddizioni.
Studioso di vastissima cultura, il principe si volge all'alchimia e alla chimica, alla fisica, alla medicina, alla filosofia. Cerca gli onori accademici ma non svela i segreti delle proprie scoperte, seminando egli stesso il dubbio sulle proprie effettive capacità. Realizza invenzioni che gli creano attorno un'inquietante leggenda perché, al pari degli antichi alchimisti, costruisce marmi colorati, gemme artificiali, stoffe inconsuete. Ma anche Macchine Anatomiche dal macabro aspetto e una Carrozza Marittima con cui passeggia sulle acque del golfo di Napoli.
Negli scantinati del suo palazzo di Napoli, dove installa dapprima il laboratorio chimico, quindi la più moderna tipografia del Regno e infine una grande vetreria, il bagliore dei fornelli e lo stridore dei macchinari fanno mormorare il popolino di patti col demonio. In realtà il San severo conduce le proprie ricerche e le proprie esperienze con razionalità di autentico scienziato, pur se spiritualmente affascinato da una visione ancora magica della Natura.
Il dissidio con l'ambiente religioso tradizionalista, che lo accusa di empietà ed eresia per il suo eccessivo accostarsi ali' ermetismo e alle scienze occulte, si accentua con l'adesione del principe alla prima loggia massonica aperta a Napoli. Ne diviene ben presto Gran Maestro, addensando ancor più attorno a sé l'alone di sospetto. Morto forse di cancro, per le sostanze tossiche inalate nelle esperienze chimiche, Raimondo di Sangro affida il proprio messaggio esoterico alle sculture della Cappella Sansevero, mausoleo di famiglia da lui trasformato in tempio iniziatico, popolato di statue simboliche che alludono a principi alchimistici, ermetici e massonici. Un monumento di Napoli tra i più visitati e famosi, a memoria della più sconcertante figura del Settecento napoletano.

Alessandro Coletti, nato a Roma nel 1940, ha pubblicato inizialmente saggi di indagine storico-sociologica su questioni attinenti ai diritti civili (Storia del divorzio in Italia, 1970; Anarchici e Questori, 1971; L'obiezione di coscienza, 1973). Si è quindi dedicato più compiutamente alla ricerca storica, curando i carteggi di Umberto Terracini (Sulla svolta, 1975; AI bando del partito, 1976) e ricostruendo un periodo dell'antifascismo al confine (II governo di Ventotene, 1978). Dal successivo interesse per il Mezzogiorno italiano sono nati La questione meridionale (1973, l6a ristampa al 1988) e la recente biografia della regina Maria Carolina d'Asburgo (La regina di Napoli, 1986).

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