Dominique Fernandez, instancabile esploratore delle realtà intellettuali più disparate, con Il ratto di Ganimede si avventura nel mondo della cultura omosessuale, senza però scrivere sul tema il pamphlet fanatico di un militante gay. Il libro, informativo e insieme filosofico, senza velleità esaustive ma mirante essenzialmente a costituire il punto di partenza per una discussione anche accesa, vuole essere infatti uno sguardo distaccato e moderato sull'omosessualità nell'arte dai tempi dell'antica Grecia a quelli dell'AIDS e sui pregiudizi contro la "diversità”.
In questo saggio, che ha dato il via in Francia al dibattito sul rapporto tra inclinazioni sessuali e creatività, compaiono diverse tesi. anzitutto - ed è l'argomentazione più radicale che sia mai stata formulata per difendere l'omosessualità - vi si afferma che essa è insita nella natura umana. Tutti sono un po', anche solo inconsciamente, omosessuali, ma le ragioni della sopravvivenza dell'umanità spingono la cultura alla creazione dei grandi miti dell'amore eterosessuale. Altra tesi presente nel libro è che, con la fine, almeno in Occidente, di un'esplicita repressione, le opere d'arte ispirate all'omosessualità sono diventate generalmente piuttosto mediocri, se non addirittura pessime, finendo per costituire una noiosa subcultura. La grande cultura omosessuale - ed è questo l'assunto più provocatorio di Fernandez è legata quindi alla repressione. Ecco il tragico paradosso di tale cultura. la creatività artistica fiorisce in tempi di "diversità" perseguitata e muore a causa degli atteggiamenti liberali della società. Naturalmente, come uomo civile, l'autore si rallegra della fine della repressione e del periodo della vergogna, risultato per il quale si è strenuamente battuto, ma come critico, saggista e romanziere, viceversa, è costernato dall'effetto prodotto sull'arte dalla liberazione sessuale e dalla nuova tolleranza. Il ratto di Ganimede, estremamente interessante per qualunque lettore, si divide in due parti. La prima riferisce storicamente la persecuzione, essenzialmente politica, contro gli omosessuali, perché "cultura omosessuale" significa anche memoria delle sofferenze patite; la seconda analizza l'omosessualità attraverso la letteratura, la pittura e la scultura, il melodramma e il cinema. (F. A.)
Figlio dello scrittore Ramón, Dominique Fernandez nasce a Parigi nel 1929 Frequenta l'Ecole Normale Supérieure e viene abilitato all'insegnamento della lingua e letteratura italiana. Professore all'Institut Grenoble di Napoli nel 1957, qualche mese dopo è sospeso dall'incarico per aver tenuto una conferenza molto poco "ortodossa" su Roger Vailland. Ottenuto il dottorato in lettere con la tesi L'échec de Pavese - pubblicata da Grasset nel 1968 - Fernandez è docente universitario d'italiano. Scrive su l'Express e Diapason. Autore di numerosi saggi e romanzi, ha vinto prestigiosi premi letterari tra cui il Goncourt per Nella mano dell'angelo (1982) pubblicato in Italia da Bompiani.
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Dominique Fernandez, instancabile esploratore delle realtà intellettuali più disparate, con Il ratto di Ganimede si avventura nel mondo della cultura omosessuale, senza però scrivere sul tema il pamphlet fanatico di un militante gay. Il libro, informativo e insieme filosofico, senza velleità esaustive ma mirante essenzialmente a costituire il punto di partenza per una discussione anche accesa, vuole essere infatti uno sguardo distaccato e moderato sull'omosessualità nell'arte dai tempi dell'antica Grecia a quelli dell'AIDS e sui pregiudizi contro la "diversità”.
In questo saggio, che ha dato il via in Francia al dibattito sul rapporto tra inclinazioni sessuali e creatività, compaiono diverse tesi. anzitutto - ed &egra
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Bompiani
- Autore
- Fernandez Dominique
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978884521701