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L'Erbario del Conte Palatino

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Fiori esotici. Piante medicinali. Rarità d'Orti Botanici: L'Elegante e Curiosa Scienza delle Piante dei Naturalisti del '700

€ 18,00
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prima edizione, fiori e piante dipinte da Elisabeth Blackwell e Georg Dionysius Ehret.
pp. 136, interamente illustrato a colori, Milano
data stampa: 1984
codice isbn: 6684

L'erbario, per antica e ininterrotta tradizione che dall'età classica si prolunga fino alle soglie del secolo scorso, è una raccolta di "ritratti" di specie botaniche, accompagnati da opportune annotazioni. Gli erbari erano indispensabile sussidio di botanici, medici e farmacisti in epoche in cui non esisteva la fotografia. Il conte palatino Christoph Jakob Trew, medico di Norimberga fece pubblicare per «il diletto dell'animo» e «la pubblica utilità» due di tali raccolte: le Plantae selectae, con le illustrazioni di Georg Dionysius Ehret, e l'Herbarium' Blackwellianum con le illustrazioni di Elisabeth Blackwell. È da questi che viene il nostro libro, avvincente testimonianza della curiosità naturalistica del Settecento, quando la farmacologia era ancora in massima parte erboristica e intanto si veniva compiendo in terre lontane la ricognizione dell'universo vegetale. Bei fiori colorati, umili pianticelle campestri, enigmatiche specie esotiche esercitavano tutto il loro fascino, quali meraviglie della Natura, sugli uomini di studio non meno che fra dame e gentiluomini appassionati del giardinaggio e la botanica era di moda.

Christoph Jakob Trew (1695-1769), archiatra di Norimberga, conte palatino del Sacro Romano Impero, direttore dell'Accademia imperiale leopoldino-carolina dei naturalisti, bibliofilo e collezionista di curiosità naturalistiche, esemplare studioso settecentesco, ebbe una grande passione per la botanica «uno dei lavori più piacevoli... cosa decorosa, degna di nota e utile per un medico». Non a caso il ritratto che gli amici posero nell'ultima dispensa delle Plantae selectae, pubblicata dopo la sua morte, lo mostra in una cornice affollata di riferimenti botanici. Sul cartiglio, un doppio stemma: da un lato l'arma personale, due mani che reggono una cornucopia colma di fiori, dall'altro quella dell'Accademia dei naturalisti, due serpenti avvolti a un anello che tengono aperto un libro.
Quello della Natura, al quale anche questo libro sommessamente introduce.

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