La materia su cui Singer lavora è il folclore della sua gente, in primo luogo le credenze diaboliche; l'animo con cui l'affronta, è l'ironia malinconica. Diavoli circolano per tutti i suoi racconti, di alcuni dei quali si fanno addirittura narratori. Spunti cabbalistici, leggende chassidiche, echi delle dottrine del falso messia Shabbatai Zevì. tutta una trama di fedi superstiziose avvolge le storie di questo scrittore che non somiglia che a se stesso. Ma egli distanzia i suoi personaggi e i loro sentimenti con mano fermissima, o meglio, li solleva sul piano della parabola e della fantasia. Niente psicologia, niente realismo, e neanche elegia del passato. Questo folclore morale, ora patetico, ora grottesco, per Singer non è che un linguaggio. Quel che gli preme è fissare nel prisma delle sue favole l'accorata bizzarria della condizione umana. (Paolo Milano)
Isaac Bashevis Singer è nato nel 1904 a Radzymin, in Polonia. Figlio di un rabbino chassidico, incominciò a scrivere a sedici anni in lingua ebraica. Ben presto però abbandonò l'ebraico per lo yiddish, l'idioma delle comunità ebraiche orientali, e in questa lingua ha continuato a scrivere, anche dopo essersi stabilito negli Stati Uniti nel 1935. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. In italiano, presso Longanesi, sono apparsi: Il mago di Lublino, Lo schiavo, I due bugiardi, Gimpel l'idiota, La famiglia Moskat, Alla corte di mio padre, La fortezza, La proprietà, Un amico di Kafka, Nemici. Una storia d'amore, Shosha, Passioni, e il racconto per bambini Mazel e Shlimazel. Presso altri editori sono apparsi Satana a Goray e Zlateh la capra. Nel 1978 lo scrittore ha ricevuto il premio Nobel.
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La materia su cui Singer lavora è il folclore della sua gente, in primo luogo le credenze diaboliche; l'animo con cui l'affronta, è l'ironia malinconica. Diavoli circolano per tutti i suoi racconti, di alcuni dei quali si fanno addirittura narratori. Spunti cabbalistici, leggende chassidiche, echi delle dottrine del falso messia Shabbatai Zevì. tutta una trama di fedi superstiziose avvolge le storie di questo scrittore che non somiglia che a se stesso. Ma egli distanzia i suoi personaggi e i loro sentimenti con mano fermissima, o meglio, li solleva sul piano della parabola e della fantasia. Niente psicologia, niente realismo, e neanche elegia del passato. Questo folclore morale, ora patetico, ora grottesco, per Singer non è che un linguaggio. Quel che gli preme è fissare
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Longanesi
- Autore
- Singer Isaac B.
- ISBN
- 900000004414