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Inizio estate del 1939. Una piccola comunità di ebrei ashkenaziti abbandona il proprio villaggio, lo Shtetl, per cercare rifugio in America, la Goldeneh Medina, in fuga dai venti di guerra e persecuzione che soffiano impetuosi. Un viaggio nei luoghi e nel tempo della memoria di un mondo dissolto nel fumo dei forni crematori nei campi di sterminio nazisti, ma che ha prodotto, con una cultura vastissima, l’arte inimitabile dei grandi scrittori Yiddish.