"Giovanni Pascoli scrisse dei suoi studi danteschi: «Essi furono derisi e depressi, oltraggiati e calunniati, ma vivranno».
Ho anche io la certezza che essi vivranno. Ma sono passati oramai parecchi anni da quando furono scritti e li circonda ancora molto silenzio e, ogni tanto, qualche scherno li sfiora. Perché? La ragione è semplice. Quei libri, si può dire che siano tuttora sconosciuti. Pochissimi critici hanno dimostrato di averne una cognizione vera e completa. Quando ho pensato di scrivere queste pagine ho voluto provarmi ad aprire dei valichi nella siepe irta che recinge le interpretazioni dantesche del Pascoli, per modo che i lettori di buona volontà potessero passare attraverso e conoscere ciò che vi è in quelle interpretazioni di più sostanziale."
(Dalla prefazione dell'autore)