Fino all'anno Mille l'immagine della strega e dello stregone sembrano avere rivestito un ruolo marginale all'interno del sistema sociale.
Erano condannate dalla Chiesa le pratiche magiche, ma - allo stesso tempo - erano tollerate, in quanto l'istituzione religiosa doveva cercare di sconfiggere le pratiche pagane ancora molto diffuse e le insorgenti eresie. Inoltre, era vigente un certo scetticismo nei confronti di queste tecniche superstiziose, negate dall'evidenza del fatto che solo Dio avrebbe avuto il potere sugli elementi; al massimo le streghe si consideravano pericolose in quanto seguaci di culti pagani.
Il testo Canon Episcopi descrive bene questa concezione:
Né bisogna dimenticare che certe donne depravate, le quali si sono volte a Satana e si sono lasciate sviare da illusioni e seduzioni diaboliche, credono e affermano di cavalcare la notte certune bestie al seguito di Diana, dea dei pagani (o di Erodiade), e di una innumerevole moltitudine di donne; di attraversare larghi spazi di terre grazie al silenzio della notte profonda e di ubbidire ai suoi ordini come a loro signora e di essere chiamate certe notti al suo servizio. Ma volesse il cielo che soltanto costoro fossero perite nella loro falsa credenza e non avessero trascinato parecchi altri nella perdizione dell’anima. Moltissimi, infatti, si sono lasciati illudere da questi inganni e credono che tutto ciò sia vero, e in tal modo si allontanano dalla vera fede e cadono nell’errore dei pagani, credendo che vi siano altri dèi o divinità oltre all’unico Dio. (Abbiati, Agnoletto, Lazzati , La stregoneria)
Donne che credono ma sono illuse. Non è vero niente. Falsi inganni. Stupido e infedele chi crede che le streghe esistano. Questa la sintesi.
In quel periodo, le accuse di evocazioni demoniache, di rapporti sessuali sfrenati e contro natura, nonché le più turpi e innaturali pratiche erano attribuite agli eretici, nel preciso intento di screditare la loro immagine e potersene liberare nel modo più semplice.
Fu, soltanto, nel XIII-XIV secolo, che queste imputazioni furono sovrapposte al mondo della stregoneria, cercando di assimilare le deviazioni religiose con il mondo della magia.
Magia ed eresia.
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Fino all'anno Mille l'immagine della strega e dello stregone sembrano avere rivestito un ruolo marginale all'interno del sistema sociale.
Erano condannate dalla Chiesa le pratiche magiche, ma - allo stesso tempo - erano tollerate, in quanto l'istituzione religiosa doveva cercare di sconfiggere le pratiche pagane ancora molto diffuse e le insorgenti eresie. Inoltre, era vigente un certo scetticismo nei confronti di queste tecniche superstiziose, negate dall'evidenza del fatto che solo Dio avrebbe avuto il potere sugli elementi; al massimo le streghe si consideravano pericolose in quanto seguaci di culti pagani.
Il testo Canon Episcopi descrive bene questa concezione:
Né bisogna dimenticare che certe donne depravate, le quali si sono volte a Satana e si son
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Hermatena
- Autore
- ,
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978889737154