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Iconi di Serbia e Macedonia


Silvana
Disponibile in copia unica
€ 50,00
Quantità

pp. 116, interamente illustrato a colori e b/n
data stampa: 1962
codice isbn: 900000000885

"La storia dell'affresco e della miniatura medievale nei Balcani può facilmente dividersi in scuole nazionali. La miniatura legata al testo o l'affresco sulla parete della chiesa si includono sempre chiaramente nella storia nazionale, per quanto possa esserne diverso il grado di dipendenza dal modello bizantino. Molto più complessa è la definizione delle iconi. Gli esemplari con scritte slave possono classificarsi con facilità secondo la lingua e l'ortografia. Ma la maggior parte delle iconi porta obbligatoriamente la scritta in greco, senza riguardo al fatto se il pittore sia greco o slavo. Pertanto il testo che si trova sulle iconi non può servire da criterio per accertare la nazionalità dell'artista. Il problema già complicato di definire una scuola iconografica nazionale (nel campo dell'arte bizantina) è aggravato particolarmente dal fatto che frequentemente iconi di maestri greci venivano importate nelle regioni macedoni e serbe. La ricca polifonia della pittura bizantina offriva ai giovani popoli vasta gamma di modelli. Secondo la scelta, e più tardi secondo certe costanti tendenze di scelta, sono stati determinati gli indirizzi delle nuove arti nazionali.
Le scuole locali e nazionali spesso sono assurte ad un invidiabile livello nella pittura bizantina internazionale. Molto difficilmente potrebbe vacillare l'idea, particolarmente rilevatasi negli ultimi tempi, circa Costantinopoli quale centro dominante dell'intera Arte bizantina, tuttavia, deve riconoscersi che le idee iniziali della capitale assumevano spesso nella provincia e nelle scuole nazionali un carattere peculiare che non va affatto sottovalutato come provincialismo. Dal punto di vista artistico, le regioni serbe e macedoni già a partire dalla fine del XII secolo rappresentavano un' unità abbastanza omogenea. Prima che alla fine del XIII secolo i Serbi cominciassero a calare verso il mezzogiorno, l'arte bizantina penetrava verso il nord, il più spesso attraverso le province macedoni, nelle regioni serbe. Dagli ultimi anni del secolo XIII comincia la storia comune dell'arte serba e macedone. Gli stessi artisti che intorno al 1295 dipingono nella Macedonia bizantina, un po' più tardi, intorno al 1310, compaiono nella Serbia medievale. Una delle arterie principali dell'arte bizantina si disegnava nettamente sulla linea Salonicco-Ochrida-Macedonia settentrionale-Kosovo-Valle della Morava. La viva circolazione degli artisti su questa linea può essere seguita per oltre un secolo e mezzo. Gli impulsi iniziali su questa lunga e antica strada erano promossi da Costantinopoli e da Salonicco, ma le forme architettoniche e tutti i rami della pittura si andavano anche adattando sempre più ai nuovi paesaggi e ai temperamenti slavi, via via che penetravano verso il nord, quest'arte penetrante, adattabile e vitale, viaggiante, continuò la sua vita errabonda anche dopo la catastrofe degli stati cristiani dei Balcani.[…]"

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