I primi tre libri della Historia Langobardorum sono dedicati alle trasmigrazioni dei Longobardi ancora pagani, dalle lontane sedi della Scandinavia al loro definitivo stanziamento in Italia. Paolo Diacono ripercorre, in quei libri, a ritroso dei secoli e segue, passo passo, il travagliato cammino della sua gente, che, spinta dalla fame, si era aperta lentamente la via verso il sud, lottando con i Vandali, gli Assipeti, i Buigari, i Turcilingi, i Rugi, gli Slavi e i Gepidi.
Nella Pannonia e nel Norico, essi ebbero i primi contatti con l'Impero bizantino e il mondo cristiano. E non senza ragione, mentre, nel racconto, i Longobardi erano giunti, al tempo di Odoacre, nel paese dei Rugi, lo storico inserisce il ricordo di San Severino, monaco del Norico, utilizzando la vita del santo, scritta da Eugippio.
La vicenda dei Longobardi, in quel primo periodo, si riassume in una lotta continua per la sopravvivenza e la libertà; perché, essere vinti, voleva dire o la morte in battaglia, o, sopravvivendo, la schiavitù nella terra dei vincitori. Prima del racconto dell'ingresso dei Longobardi in Italia, è premessa una scolastica descrizione delle provincie della penisola, secondo il Catalogus provinciarum ltaliae, quasi a fissare con esattezza i confini del definitivo insediamento dei Longobardi.
Il racconto procede con la narrazione delle guerre contro i Franchi, della tragedia di Alboino e Rosmunda, dell'interregno e della definitiva affermazione della securitas del regno longobardo in Italia, per opera di Autari. Dal IV libro in poi l'Autore rievoca la storia longobarda da Agilulfo a Liutprando, - nel periodo del suo massimo splendore; dalle ultime lotte vittoriose contro i Franchi, alla conquista della corona regia, da parte del duca di Benevento, l'ariano Grimoaldo; dal regno del cattolico Bertarido a quello di Rotari; dalle vicende del ducato del Friuli a quelle dei re Gisulfo e Liutprando. E sullo sfondo del quadro dominano le figure di Giustiniano e di S. Benedetto, di Gregorio Magno e di Teodolinda, mentre appaiono in rapida visione i Saraceni, che muovono i primi assalti all'Impero bizantino e all'Occidente cristiano, e gli Avari, che compiono le loro ultime incursioni in Europa.
L'opera non è compiuta. Si accenna alla intenzione dell' Autore di scrivere un settimo libro. Manca l'introduzione. Alcuni storici hanno supposto che l'interruzione dell'opera sia dovuta al precipitare del dramma longobardo, con la sconfitta di Desiderio. Ma nessun elemento concreto emerge dalla Historia, che giustifichi tale ipotesi.
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La Civiltà dei Longobardi in Europa
Accademia Naz. Dei LinceiI primi tre libri della Historia Langobardorum sono dedicati alle trasmigrazioni dei Longobardi ancora pagani, dalle lontane sedi della Scandinavia al loro definitivo stanziamento in Italia. Paolo Diacono ripercorre, in quei libri, a ritroso dei secoli e segue, passo passo, il travagliato cammino della sua gente, che, spinta dalla fame, si era aperta lentamente la via verso il sud, lottando con i Vandali, gli Assipeti, i Buigari, i Turcilingi, i Rugi, gli Slavi e i Gepidi.
Nella Pannonia e nel Norico, essi ebbero i primi contatti con l'Impero bizantino e il mondo cristiano. E non senza ragione, mentre, nel racconto, i Longobardi erano giunti, al tempo di Odoacre, nel paese dei Rugi, lo storico inserisce il ricordo di San Severino, monaco del Norico, utiliz
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- Accademia Naz. Dei Lincei
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- 391067