«Il Nulla dello Zen non è un oggetto visto in virtù di un atteggiamento passivo, ma è piuttosto il cuore stesso che vede.
Si ricorre sovente nel buddhismo alla metafora dell’onda. Un’onda non cade nell’acqua dall’esterno, ma proviene dall’acqua senza separarsene, scompare e torna all’acqua da cui ha tratto origine e non lascia nell’acqua la minima traccia di sé. Come onda, essa si solleva dall’acqua e torna all’acqua; come acqua, essa è il movimento dell’acqua stessa. L’acqua forma con l’onda un’unità e tuttavia l’acqua non sorge e non tramonta col sorgere e tramontare dell’onda. L’onda che sorge e passa, intesa come soggetto, è simile al se stesso quotidiano dell’uomo. Il fatto che questo soggetto sempre di nuovo ritorni dall’onda all’acqua, è l’essenza del Nulla Zen».
Hoseki Shinichi Hisamatsu (1889 – 1980), allievo di Kitaro Nishida, nel 1915 fu ordinato monaco Zen di tradizione Rinzai.
Esponente di spicco della Scuola di Kyoto, nel 1928 iniziò la sua attività di insegnante nell’accademia buddhista della setta Rinzai e insegnò in prestigiose Università giapponesi tenendo corsi e conferenze in Europa e negli Stati Uniti. Grazie ai suoi studi fondamentali di filosofia della religione sul concetto di “Nulla dell’oriente asiatico” o “Nulla Zen” e sul “sentiero del soggetto assoluto”, egli divenne un riformatore del Buddhismo Zen in Giappone. La pienezza del nulla è il nucleo essenziale dei suoi scritti.