È da tempo che anche in Italia si vanno formando, per iniziativa di singoli privati, nuove collezioni d'arte. Si tratta di una ormai consolidata tendenza, che si colloca nel solco di una lunga e 'fortunata' tradizione collezionistica dei secoli passati, che vide nascere consistenti raccolte, formatesi, in Italia e in Europa, tra Quattro e Settecento in particolare e con intenti soprattutto auto celebrativi e finalizzati alla esaltazione della propria immagine di potere e di consolidato prestigio, per volontà di principi e sovrani, granduchi o cardinali e pontefici, sia italiani che europei; oppure, ma prevalentemente tra tardo Ottocento e primo Novecento, ad opera di ricchi industriali o potenti banchieri, prevalentemente americani.
Con una sostanziale differenza, rispetto a quelle antiche e celebri raccolte, poi per lo più variamente disperse o confluite in diversi musei europei e d'Oltreoceano, che queste nuove collezioni sono nate, per lo più, per iniziativa e come espressione di coltivate 'passioni', di alcuni imprenditori o professionisti, spesso delle più giovani generazioni formatesi alla metà del secolo scorso, che, o per educazione familiare o perché toccati, spesso per impreviste e imprevedibili vicende personali, dalla 'curiosità' e dall'amore per l'arte, hanno nel tempo investito anche modeste risorse finanziarie, spesso frutto di accorti risparmi e non poche rinunce ad altri beni e piaceri, nell'acquisto e nella raccolta, 'pezzo dopo pezzo', presso antiquari o quando di passaggio in vendite 'all'incanto', di dipinti o disegni, di porcellane o maioliche, di marmi 'antichi e moderni' o di argenti e gioielli in oro, pietre preziose o corallo, tutti finemente lavorati, di mobili e cristalli rari o di altri vari oggetti d'arredo e decorazione realizzati con squisita sapienza artigiana.
Si sono così costituite, talvolta su indicazioni e sul consiglio di 'esperti', più spesso dando visibilità e concretezza a personali preferenze estetiche e inclinazioni di gusto, il più delle volte precisate e consolidate da visite a mostre e musei, mai per moda o per svago, e/o da attente letture di libri d'arte, notevoli raccolte di arte sia 'antica' che moderna o contemporanea. E se quelle di arte contemporanea, prevalentemente realizzate dai collezionisti di più giovane età e più intraprendenti (ma non sempre e non solo), hanno consentito che entrassero in Italia opere di artisti internazionali, europei e americani o anche orientali, le raccolte di arte 'antica' e moderna, in particolare di più recente formazione, hanno avuto il gran merito, sebbene finora scarsamente o per nulla riconosciuto a livello sia fiscale che istituzionale, da un lato di salvaguardare, sottraendolo dai rischi di una incontrollata dispersione e sicura 'perdita', un patrimonio straordinario di opere, anche di rilevante importanza storico-artistica o documentaria, ancora presenti sul nostro territorio, dall'altro di far rientrare in Italia, spesso consentendone la conoscenza e lo studio con generosi prestiti a mostre e donazioni a musei, di un consistente nucleo di dipinti, ma non solo, in un passato più o meno legittimamente "emigrati" all'estero.
È da tempo che anche in Italia si vanno formando, per iniziativa di singoli privati, nuove collezioni d'arte. Si tratta di una ormai consolidata tendenza, che si colloca nel solco di una lunga e 'fortunata' tradizione collezionistica dei secoli passati, che vide nascere consistenti raccolte, formatesi, in Italia e in Europa, tra Quattro e Settecento in particolare e con intenti soprattutto auto celebrativi e finalizzati alla esaltazione della propria immagine di potere e di consolidato prestigio, per volontà di principi e sovrani, granduchi o cardinali e pontefici, sia italiani che europei; oppure, ma prevalentemente tra tardo Ottocento e primo Novecento, ad opera di ricchi industriali o potenti banchieri, prevalentemente americani.
Con una sostanzial
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Ugo Bozzi Editore
- Autore
- ISBN
- 978887003052