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I Magnifici Apparati

I Magnifici Apparati

Amilcare Pizzi
Esaurito
28,50 € 30,00 € -5%
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«Sempre più numerosi, negli ultimi decenni, sono stati gli studi dedicati al collezionismo, e non solo e non tanto nel campo delle cosiddette "arti maggiori" che pure ha presieduto alla formazione di gallerie e pinacoteche, quanto piuttosto nel terreno, tanto più vario e accidentato, delle arti applicate o, come splendidamente si dice in altre lingue, delle arti decorative, senza dimenticare exotica e curiosa artificiali e naturalia: tutto quanto dunque adornava e talvolta affollava i santuari delle raccolte di principi ed eruditi, si chiamassero stanzini e studioli o, a Nord delle Alpi, Wunderkammern e Schatzkammern. Ai saggi specialistici si sono venute affiancando mostre suggestive, mirate a restituire la complessità e varietà delle raccolt

Descrizione

«Sempre più numerosi, negli ultimi decenni, sono stati gli studi dedicati al collezionismo, e non solo e non tanto nel campo delle cosiddette "arti maggiori" che pure ha presieduto alla formazione di gallerie e pinacoteche, quanto piuttosto nel terreno, tanto più vario e accidentato, delle arti applicate o, come splendidamente si dice in altre lingue, delle arti decorative, senza dimenticare exotica e curiosa artificiali e naturalia: tutto quanto dunque adornava e talvolta affollava i santuari delle raccolte di principi ed eruditi, si chiamassero stanzini e studioli o, a Nord delle Alpi, Wunderkammern e Schatzkammern. Ai saggi specialistici si sono venute affiancando mostre suggestive, mirate a restituire la complessità e varietà delle raccolte, in quel periodo "magico" che accomunò le corti d'Europa tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento: mostre pensate e realizzate in sfida alle ovvie difficoltà, come la perdita di tanti pezzi originali e la suddivisione del patrimonio superstite nei tanti musei creati in tempi di riordini illuministici. Mostre di questo taglio e tipo si sono succedute qua e là nel mondo, e altre se ne organizzano. Solo viaggiando negli ultimi mesi mi sono imbattuta, nella National Gallery di Washington, D.C., in una contenuta ma puntuale ricostruzione di un gabinetto collezionistico olandese del Seicento; nel Kunstgewerbe Museum di Berlino, in un volenteroso tentativo di riunire e presentare i disparati oggetti - dagli scatolini alle medaglie, dalle conchiglie alle ambre e via dicendo - che i meticolosi pittori di trompe-l'œils raffiguravano in gran numero nei loro credenzini dipinti, ritratti o succedanei di autentici scaffali di collezionista.
Al di là del loro indubbio pregio spettacolare, la ricostruzione e la riproposizione di insiemi collezionistici di capricciosa e accattivante varietà corrispondono a una profonda e sentita esigenza informativa da parte del pubblico (ormai multietnico e variegato che frequenta mostre e musei. giacché la ricostruzione, per quanto effimera e ipotetica, di un allestimento espositivo storico, funzionando per cosÌ dire da macchina del tempo, permette al visitatore di apprezzare l'opera e l'oggetto d'arte in una situazione affine a quella di provenienza, e dunque di formarsi una ragione della sua presenza, altrimenti astratta e muta, nelle sale e vetrine di questo o quel museo. E in questo senso della testimonianza di un disegno progettuale complessivo, trascendente il valore specifico del singolo pur prezioso oggetto, che risiede il fascino di ambienti come il Gabinetto dei Vetri di Rosenborg a Copenhagen, o della Grüne Gewölbe per ora nell'Albertinum, che dal 2007 sarà di nuovo nello Schloss, a Dresda. In, tempi di crescita dell'interesse per la "museologia" delle origini sorretta tanto più di quella odierna da sicurezza di gusto e capacità creativa artigianale), anche il mercato antiquario recepisce e si adegua, portando alle stelle le quotazioni di basi, basette, sgabelloni, mensole e altri supporti d'epoca, dei quali tanti musei si sono venuti spensieratamente sbarazzando nei decenni del razionalismo pre- e post-bellico.
La raccolta di saggi che costituisce questo volume, insieme con le numerose e ben scelte immagini, amplia l'orientamento critico che si è velocemente tratteggiato, fino a investire, anche al là delle singole raccolte, la totalità della produzione d'arte e d'artigianato artistico negli stati preunitari della penisola italiana, con un meritorio recupero anche dei relativi, e ormai quasi estinti, glossari specifici. In questo senso - per limitarci a un importante contesto regionale - il volume che qui presentiamo si riallaccia, intelligentemente, alla recente e meritoria collana "Atlante dei beni culturali dell'Emilia Romagna" che si avvalse del medesimo patrocinio istituzionale.
Riunite sotto il termine di "apparati" per quanto esse invero tengono del visibile e dell'accessorio da una certa angolazione critica, si sarebbe parlato di "sovrastruttura" e connotate attraverso l'aggettivo "magnifici" nel senso del pregio estetico e materico, queste diversissime opere umane hanno in comune, dall'un secolo all'altro, la qualità profonda del fare manuale, che procede sincronicamente e trasversalmente conferendo agli anelli della catena creativa, dal prezioso al feriale, dal cortese al comune, una riconoscibile amicizia estetica. è, in sostanza, l'applicazione sistematica di un annosa ma non obsoleta chiave d'interpretazione estetica, quella del Kunstwollen (intenzione, volontà d'arte) messa a punto da Alois Riegl nel periodo in cui l'attenzione degli esegeti d'arte allargava il suo ventaglio d'interessi ad espressioni d'artigianato artistico d'ogni tempo e luogo. E se al centro della disamina restano pur sempre i manufatti di più elevato pregio approdati ai musei - quegli oggetti, ornamenti, manoscritti, costumi, mobili, arazzi, suppellettili e finiture d'ogni tipo che uscirono dalle botteghe artigiane della penisola per raggiungere le stanze e le persone di potenti e di ottimati -, non si può non riconoscer loro un valore altamente rappresentativo di "tendenza" estetica.[…]»

Dettagli del prodotto

Editore
Amilcare Pizzi
Autore
ISBN
978888215103

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