Per gli storici Giuseppe Vasi nasce all'arte col suo arrivo nella Città Eterna, o meglio con la pubblicazione d'un'opera famosa, le «Magnificenze di Roma antica e moderna». E' questa la sola opera che di lui oggi sia ricordata e che abbia rinomanza in tutto il mondo; più che gli storici dell' arte, però, si può dire che la ricordino i bibliofili e gli studiosi di topografia ed architettura urbana. Ma quando fu che il Vasi giunse a Roma? Da quali motivi propriamente fu spinto a recarvisi? E soprattutto che cosa aveva fatto prima d'allora? Inutile a tal riguardo interpellare i biografi: non ne sanno nulla. L'unico che possa darci qualche lume è invece lo stesso Vasi, il quale, oltre ad essere un valentissimo incisore, sapeva legger di greco e di latino e scriveva in italiano più o meno buono senza lasciarsi troppo pregare. Il testo delle «Magnificenze di Roma» è redatto per otto decimi da lui e in fondo al Libro Primo si può vedere perfino un suo sonetto composto «per la nascita del Regio Infante Don Filippo Principe ereditario delle Due Sicilie».
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Per gli storici Giuseppe Vasi nasce all'arte col suo arrivo nella Città Eterna, o meglio con la pubblicazione d'un'opera famosa, le «Magnificenze di Roma antica e moderna». E' questa la sola opera che di lui oggi sia ricordata e che abbia rinomanza in tutto il mondo; più che gli storici dell' arte, però, si può dire che la ricordino i bibliofili e gli studiosi di topografia ed architettura urbana. Ma quando fu che il Vasi giunse a Roma? Da quali motivi propriamente fu spinto a recarvisi? E soprattutto che cosa aveva fatto prima d'allora? Inutile a tal riguardo interpellare i biografi: non ne sanno nulla. L'unico che possa darci qualche lume è invece lo stesso Vasi, il quale, oltre ad essere un valentissimo incisore, sapeva legger
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Palombi
- Autore
- Petrucci A.
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 6037