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La Civiltà dei Monasteri
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Jaca Book
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«Basta stendere la carta di una qualsiasi nostra provincia e ad ogni passo incontreremo nomi di abbazie, di capitoli, di conventi, di priorati, di eremi, indizio di luoghi ove sorgevano altrettante colonie monastiche. Quale mai città non è stata fondata o arricchita o protetta da una comunità? Quale chiesa non deve loro un patrono, una reliquia, una pia tradizione popolare? Se da qualche parte sorge una fitta foresta o scorre un'onda pura o si erge una cima maestosa, si può essere certi che lì la religione ha lasciato la sua impronta, attraverso l'operosa mano del monaco. E questa impronta è ancora più universale, e durevole, nelle leggi, nelle arti, nei costumi, nella nostra società antica nel suo complesso».

Descrizione

«Basta stendere la carta di una qualsiasi nostra provincia e ad ogni passo incontreremo nomi di abbazie, di capitoli, di conventi, di priorati, di eremi, indizio di luoghi ove sorgevano altrettante colonie monastiche. Quale mai città non è stata fondata o arricchita o protetta da una comunità? Quale chiesa non deve loro un patrono, una reliquia, una pia tradizione popolare? Se da qualche parte sorge una fitta foresta o scorre un'onda pura o si erge una cima maestosa, si può essere certi che lì la religione ha lasciato la sua impronta, attraverso l'operosa mano del monaco. E questa impronta è ancora più universale, e durevole, nelle leggi, nelle arti, nei costumi, nella nostra società antica nel suo complesso».

I progressi compiuti dalla conoscenza storica possono forse sfumare, addolcire in alcuni particolari secondari, ma non possono certo infirmare il giudizio magniloquente espresso dal conte di Montalembert «uno dei quaranta dell'Accademia di Francia» - titolo che ingenuamente gli attribuiva il suo editore - e da lui iscritto a frontespizio della monumentale opera sui «monaci di occidente». E dire che il maestro-scrittore conclude il settimo e ultimo volume della sua ponderosa ricerca alle soglie della grande avventura cistercense, intorno, cioè, al 1120; cosa non avrebbe trovato da celebrare se mai avesse esteso le sue ricerche anche ai nuovi ordini nati dalla riforma ascetica degli ultimi anni dell'undicesimo secolo. Certosini, Granmontani e Cistercensi, come tutti sanno, furono tra i più attivi nell'intraprendere quei «grandi dissodamenti» su cui si innesta la civiltà romanica; la loro folgorante espansione conquista l'Europa intera e mette a coltura i maggesi lasciati pronti dagli ordini tradizionali dei benedettini e dei canonici agostiniani; a migliaia si possono contare le ricchezze monumentali, plastiche ed architettoniche e intellettuali da loro lasciate. E l'albo d'oro di questi benemeriti è destinato ad essere ancora più ricco se accanto a questi notiamo anche le istituzioni originali degli ordini militari e ospedalieri: Templari, Cavalieri dell'ospedale di san Giovanni a Gerusalemme, Antoniniani, tutti hanno contribuito alla creazione di questo patrimonio per una parte che oggi sappiamo non trascurabile. Conclude, infatti, in breve Montalembert: «ovunque regnasse l'esatta disciplina e la pratica fervente della virtù, lì si vedeva fiorire, contemporaneamente, la cultura delle lettere, il progresso delle scienze, l'amore degli studi».

Dettagli del prodotto

Editore
Jaca Book
Autore
Gregoire Reginald , Moulin Leo , Oursel Raymond
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978881660050

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