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«Due statue, un tempio, un giardino pensile, due tombe e un faro »: ecco elencate, sinteticamente ma perfettamente, le Sette Meraviglie che il mondo antico selezionò dal suo immenso patrimonio di capolavori e di stravaganze, disseminato dai deserti dell'Africa alle metropoli dell'Asia, alle isole e ai luoghi sacri dell'Occidente.
Di quell'elenco, solo la Piramide di Cheope resiste davvero immortale a Giza, tra le sabbie e il Nilo, in uno scenario e con la maestà che ben le meritò l'eccellenza nella fantasia, nella storia, nella letteratura, e nello stupore di tutti i tempi. Sono invece periti quasi nell'ignoto o nel mistero i Giardini Pensili di Babilonia, il Colosso di Rodi, il Faro di Alessandria; mentre la statua fidiaca di Zeus a Olimpia, il tempio di Artemide a Efeso e la tomba di Mausolo ad Alicarnasso ci parlano ancora nell'archeologia, nei frammenti dei musei, oltreché nelle descrizioni di storici, geografi e viaggiatori.
Un'équipe di specialisti del British Museum e di università inglesi e americane ha studiato e qui descrive le strutture e le vicende delle Sette Meraviglie antiche, ricostruendo ai limiti del possibile il perduto e restaurando il sopravvissuto. Non è solo un libro di ricerca, a volte indiziaria e frustrante, a volte brillantemente compiuta; è anche un frammento di storia dell'arte, della vita civile e religiosa, dell'immaginario e delle invenzioni e realizzazioni bizzarre o supreme dell'uomo nel corso di più di due millenni.
Il fascino e l'idea stessa di un' accolta di Meraviglie antonomastiche hanno del resto avuto una tale suggestione, che ancora i cristiani, dopo i pagani, tentarono una loro nuova classifica: e a questa è dedicato l'ultimo capitolo del volume.
L'edizione italiana è arricchita da un'appendice che raccoglie sistematicamente, spesso tradotte per la prima volta, tutte le fonti classiche fondamentali, su cui si basa la nostra conoscenza delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.
L'edizione italiana è arricchita da un'appendice che raccoglie sistematicamente, spesso tradotte per la prima volta, tutte le fonti classiche fondamentali, su cui si basa la nostra conoscenza delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.