Carrello
Racconta il cronista della Conquista spagnola che quando i soldati di Cortés giunsero in vista di Tenochtitlan, la capitale dell'impero azteco, con i suoi verdi giardini e le bianche costruzioni emergenti al centro di laghi circondati da maestose montagne, esclamarono: «È come l'incanto di cui parla la favola di Amadigi! Non è un sogno quel che vediamo?»
Da quel momento di ammirazione e sorpresa, incongruo nelle vicende crudeli della Conquista, il «sogno azteco» che si svelava proprio nell'imminenza della fine - non ha cessato di esercitare la sua suggestione di civiltà inquietante, spesso indecifrabile.
Vaillant, specialista di studi precolombiani di fama internazionale, ha molto contribuito a svelarne le caratteristiche in questo libro che al rigore documentario unisce un particolare gusto narrativo. All'indagine e alla sistemazione degli strati etnici e culturali da cui la civiltà azteca prende le mosse nel secolo XII, lo studioso americano dedica i primi capitoli, mettendo a frutto la sua diretta esperienza di ricercatore. Vaillant passa poi ad esaminare in dettaglio tutti gli aspetti di quella cultura: il governo, le leggi, le usanze sociali, l'economia, l'artigianato, le arti, la religione, i riti, la politica estera e la guerra. L'opera si conclude con la narrazione delle vicende militari della Conquista, uno dei capitoli più drammatici con cui si aprì l'età moderna.