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Questo volume indaga il rapporto tra le donne e la cultura scritta nel Medioevo. Attraverso la paziente analisi delle tracce materiali nelle scarse testimonianze superstiti Luisa Miglio, con la sua ricerca pionieristica, scopre le motivazioni che indussero alcune donne a prendere in mano la penna: annullare lontananze, dare corpo al proprio immaginario e alla propria memoria, guadagnarsi da vivere, infrangere il monopolio maschile della scrittura. Ma accanto alle copiste e alle scriventi di lettere o ricordi troviamo anche donne che con la cultura scritta hanno un rapporto passivo: dalle committenti, proprietarie e utenti di particolari e specifici libri a quelle che avevano difficoltà a governare l’alfabeto e delegavano i loro scritti a persone più abili con penna e inchiostro.