La corsa automobilistica Pechino-Parigi (1907) ha avuto le sue cronache. Ne ha avute parecchie, anzi, sotto forma di servizi giornalistici e libri. Ma le cronache - a parte il fatto che nel caso specifico sarebbero reperibili solo in qualche emeroteca e libreria antiquaria - hanno inevitabilmente certi limiti. Non sono come la storia. Possono essere più o meno brillanti, più o meno ampie, più o meno spregiudicate; non possono dare però una visione completa e rigorosa degli eventi, un panorama dove ogni particolare, attraverso la decantazione del tempo, acquisti dimensioni e contorni reali. Questo libro è appunto una storia. L'unica storia di quel che « a distanza di oltre cinquant'anni resta il più grande avvenimento motoristico fuori del laboratorio di una pista ». L'inglese Allen Andrews l'ha scritta con impegno e passione (passione non di parte: tra l'altro nessuna vettura rappresentò la Gran Bretagna alla partenza da Pechino), mettendo a confronto tutte le testimonianze che furono pubblicate nel corso e all'indomani della competizione, intervistando i protagonisti ancora viventi e attingendo a numerosissime fonti sussidiarie che gli hanno consentito di ambientare la straordinaria impresa nella realtà della tarda bell'époque, con tutto il suo retaggio di grandezze e miserie, di splendori e follie, di slanci generosi e calcoli meschini.
Il ritmo della narrazione è quello di un romanzo d'avventura. Incalzante, suggestivo, carico di su spense e al tempo stesso di umorismo. Il lettore - non è esagerato affermarlo - viaggerà giorno per giorno a bordo delle macchine concorrenti, quella degli italiani e quelle dei francesi, attraverso la Cina, la Mongolia, la Siberia, la Russia e gli altri paesi del favoloso itinerario. Rivivrà le emozioni degli spericolati automobilisti nei deserti, nelle paludi, nelle sabbie mobili. Vedrà nascere e svilupparsi la tattica dei lupi solitari. Parteciperà agli incontri più strani in città e campagne di un mondo ormai scomparso.
La conclusione, per vari aspetti, lascerà la bocca amara. Ma non è un demerito del libro. E' solo lo scotto pagato onestamente alla verità.
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I Lupi Solitari della Pechino - Parigi
L'Editrice dell'AutomobileLa corsa automobilistica Pechino-Parigi (1907) ha avuto le sue cronache. Ne ha avute parecchie, anzi, sotto forma di servizi giornalistici e libri. Ma le cronache - a parte il fatto che nel caso specifico sarebbero reperibili solo in qualche emeroteca e libreria antiquaria - hanno inevitabilmente certi limiti. Non sono come la storia. Possono essere più o meno brillanti, più o meno ampie, più o meno spregiudicate; non possono dare però una visione completa e rigorosa degli eventi, un panorama dove ogni particolare, attraverso la decantazione del tempo, acquisti dimensioni e contorni reali. Questo libro è appunto una storia. L'unica storia di quel che « a distanza di oltre cinquant'anni resta il più grande avvenimento motoristico
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- L'Editrice dell'Automobile
- Autore
- Andrews Allen
- ISBN
- 6493