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Turchia

L'arte dai Selgiuchidi agli Ottomani

Jaca Book
€ 96,00
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pp. 286, nn. ill. a colori, Milano
data stampa: 2010
codice isbn: 978881660433

Istanbul è la città che rappresenta l'arte turca con maggiore grandiosità e bellezza, grazie alla straordinaria concentrazione di capolavori che attraversano gli oltre quattro secoli di dominazione ottomana. Ma le vicende dell'arte turca, attraverso le quali ci guida questo libro, partono da lontano. Nei primi secoli dopo il Mille un gruppo di popolazioni turche originarie dell'Asia centrale, sotto la guida dei sovrani della dinastia Selgiuchide, si diffusero dagli estremi confini orientali fin nel cuore dell'Anatolia, sottraendo territori all'impero di Bisanzio.

Insediatisi stabilmente, i Selgiuchidi fecero nascere un'arte originale che assunse l'uso della pietra dalle regioni conquistate e la utilizzò per costruire interni austeri ma, nelle facciate e nei portali, la piegò a una ricchezza decorativa incomparabile, carica di echi sciamanici, della tradizione delle steppe e della passione islamica per la calligrafia e i motivi geometrici. In genere poco nota, per molti lettori l'arte dei Selgiuchidi sarà una scoperta tanto per l'architettura che per i numerosi oggetti riprodotti. Con il passaggio del governo ai turchi Ottomani e la conquista di Costantinopoli, la gravitazione politica e artistica si sposta verso il Mediterraneo e l'architettura bizantina offre il modello su cui si elabora via via un'architettura ottomana cha ha fisionomia propria ma non dimenticherà mai questo incontro, quasi a garanzia delle sue ambizioni imperiali.

Nel Cinquecento, una volta consolidato l'impero multietnico e multi culturale e creata un'efficiente struttura amministrativa, sotto il governo e il patronato di Solimano si apre la grande stagione di Sinan. Genio di una grandezza comparabile a quella di Michelangelo (furono circa contemporanei), crea un linguaggio architettonico rigoroso, capace di assorbire sia la tradizione mediterranea sia la cultura asiatica. La moschea di Solimano a Istanbul, quella di Selim a Edirne e le moschee destinate alle più importanti città dell'impero sono capolavori ad un tempo mediterranei e universali. Morto all'età di quasi cent'anni, Sinan lasciò un segno indelebile nell'arte turca e islamica e fu riferimento inevitabile per tutti quanti vennero dopo di lui.

Anche l'arte decorativa di quei secoli esprime desiderio del bello, passione per il colore, rigore e ricerca dell'eleganza nei libri, miniature, tessuti, tappeti, ceramiche riprodotti nel volume. Non così decadenti come spesso si dice, nel Settecento gli Ottomani seppero rielaborare gli influssi che giungevano dall'Europa e l'Art Nouveau, che segna l'arte della Capitale nel pieno Ottocento, non è solo concessione a un movimento occidentale ma esprime una radice propria e originale, la capacità di ascoltare e riunire in opere significative echi diversi, anche lontani, da Oriente e Occidente.

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