Carrello
"Da quando nel 1947 il Funaioli pubblicava i suoi "Nuovi orientamenti della critica sallustiana" non si può dire invero che le ricerche in tale campo abbiano molto progredito. Sallustio è ancora oggetto di polemiche, ancora si discute se sia un politico fallito che, disgustato della vita pubblica ed avvilito per non aver mai potuto raggiungere il successo agognato, alla fine si rassegna a cercare in altri campi quella gloria che gli era stata negata nell'agone politico; o piuttosto un politico che, sotto l'influsso di varie dottrine filosofiche, gradatamente si solleva dal clima della contingente lotta politica al superiore piano della meditazione e contemplazione storica che trasfigura il fatto temporale e contingente in valore universale ed eterno. Né può considerarsi inattuale o superata la tesi difesa dal Latte, secondo il quale Sallustio non è né un politico né uno storico, ma nelle sue opere si mostra semplicemente artista e, come tale, né resta succubo della fazione politica della quale aveva fatto parte nè si preoccupava con pedanteria assoluta fedeltà stiroca della narrazione."
(Dall'Introduzione
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