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Nel proemio al XVI libro della Magia naturale, pubblicato a Napoli nel 1611, dal titolo: Nel qual si tratta di zifere che non si veggono, Della Porta distingue due forme di lettere scritte, quelle "visibili" e quelle "che non si vedono". Queste ultime saranno argomento della trattazione, mentre per quelle che si vedono l'autore rimanda alla più ampia opera: «De furtivis literarum notis, vulgo de ziferis libri IIII, lavoro di steganografia, pubblicato a Napoli nel 1563 e dedicato dall'editore Giovanni Maria Scoto a Giovanni Scoto, segretario di Re Filippo II a Napoli.»