''Non c'è salvezza sulla terra, tanto che si possono perdonare i carnefici.'' Commentando questi versi di Paul Éluard, Derrida, il grande filosofo recentemente scomparso, rompe con il senso comune che non sottrae mai il perdono all'orizzonte della riconciliazione, alla speranza della salvezza attraverso il pentimento e l'espiazione. Il perdono diventa degno di questo nome quando non si pone nel dominio dello scambio, quando si rompe la simmetria tra colui che chiede perdono e colui che lo concede. Così, sostiene Derrida, si può perdonare solo l'imperdonabile, senza che si cancelli l'oggetto di ciò per cui deve avvenire il perdono.
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''Non c'è salvezza sulla terra, tanto che si possono perdonare i carnefici.'' Commentando questi versi di Paul Éluard, Derrida, il grande filosofo recentemente scomparso, rompe con il senso comune che non sottrae mai il perdono all'orizzonte della riconciliazione, alla speranza della salvezza attraverso il pentimento e l'espiazione. Il perdono diventa degno di questo nome quando non si pone nel dominio dello scambio, quando si rompe la simmetria tra colui che chiede perdono e colui che lo concede. Così, sostiene Derrida, si può perdonare solo l'imperdonabile, senza che si cancelli l'oggetto di ciò per cui deve avvenire il perdono.
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Raffaello Cortina Editore
- Autore
- Derrida Jacques
- ISBN
- 978887078940