La lettera ai Colossesi, così come quella agli Efesini, colpisce il lettore per uno stile che si discosta dalle altre grandi lettere paoline. La ridondanza, i lunghi periodi con frasi relative e proposizioni participiali a cascata, l’abbondanza di complementi a catena con il genitivo, il vocabolario per certi versi ampolloso, l’utilizzo di materiale di origine liturgica o catechetica, differiscono in effetti dallo stile nervoso, ellittico, paradossale e conciso che caratterizza spesso le altre missive di Paolo. Per di più Colossesi non usa esplicitamente le Scritture di Israele. Per contro, i caratteri che contraddistinguono sovente il genere epistolario paolino sono presenti anche in Colossesi: l’indirizzo iniziale, l’azione di grazie per la vita della comunità, il corpo principale della lettera di tenore dottrinale, le esortazioni etiche, le notizie personali e dei suoi collaboratori e i saluti conclusivi. Quindi se lo schema epistolare corrisponde fondamentalmente a quello che conosciamo dalle altre lettere di Paolo, lo stile invece se ne discosta. Questa rilevazione ha, nella storia dell’esegesi, messo in dubbio la paternità paolina della lettera. Occorre però notare che il carattere stesso dello scritto offre il motivo di uno stile particolare. L’esigenza di mettere in luce il mistero di Cristo nella sua sovrabbondanza e efficacia esige uno stile come quello che riscontriamo in Colossesi che è appunto sovrabbondante, ridondante, con frasi ampie e vocabolario che imprime l’idea di pienezza e totalità.
Filippo Belli, sacerdote dell’arcidiocesi di Firenze, ha conseguito il dottorato in scienze bibliche nel 2007 al Pontificio Istituto Biblico. Dal 2001 insegna alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale a Firenze. Attualmente è incaricato dei corsi di Introduzione alla Sacra Scrittura, Scritti Paolini e Greco III. È autore della monografia Argumentation and Use of Scripture in Romans 9-11 (Roma 2010), del volume collettivo L’Antico nel Nuovo. Il ricorso alle Scritture nel Nuovo Testamento (Bologna 2008), traduzione dallo spagnolo dell’omologo volume (Madrid 2006). Scrive anche articoli e recensioni di argomento biblico per diverse riviste.
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La lettera ai Colossesi, così come quella agli Efesini, colpisce il lettore per uno stile che si discosta dalle altre grandi lettere paoline. La ridondanza, i lunghi periodi con frasi relative e proposizioni participiali a cascata, l’abbondanza di complementi a catena con il genitivo, il vocabolario per certi versi ampolloso, l’utilizzo di materiale di origine liturgica o catechetica, differiscono in effetti dallo stile nervoso, ellittico, paradossale e conciso che caratterizza spesso le altre missive di Paolo. Per di più Colossesi non usa esplicitamente le Scritture di Israele. Per contro, i caratteri che contraddistinguono sovente il genere epistolario paolino sono presenti anche in Colossesi: l’indirizzo iniziale, l’azione di grazie per
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni San Paolo
- Autore
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978882159350