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Luci che Illuminano le Tenebre

Luci che Illuminano le Tenebre

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Introduzione di Pasquale Totaro:
Sull’esempio del Giardino dei Giusti di Yad Vashem a Gerusalemme, dove sono onorati Coloro che con le loro azioni hanno salvaguardato l’onore dell’Europa all’epoca della Shoah, stanno nascendo oggi numerose iniziative per valorizzare e ricordare quelle Figure esemplari.
Onorare i Martiri e i Giusti di tutti i genocidi, i testimoni di verità e i resistenti morali che nelle epoche più oscure della storia, passate e presenti, dominate dai totalitarismi, dai crimini contro l’umanità, dalle persecuzioni, hanno salvato vite umane, combattuto per la verità contro ogni forma di negazionismo e detto “no” alla “barbarie legale”, è oggi un compito che tutte

Descrizione

Introduzione di Pasquale Totaro:
Sull’esempio del Giardino dei Giusti di Yad Vashem a Gerusalemme, dove sono onorati Coloro che con le loro azioni hanno salvaguardato l’onore dell’Europa all’epoca della Shoah, stanno nascendo oggi numerose iniziative per valorizzare e ricordare quelle Figure esemplari.
Onorare i Martiri e i Giusti di tutti i genocidi, i testimoni di verità e i resistenti morali che nelle epoche più oscure della storia, passate e presenti, dominate dai totalitarismi, dai crimini contro l’umanità, dalle persecuzioni, hanno salvato vite umane, combattuto per la verità contro ogni forma di negazionismo e detto “no” alla “barbarie legale”, è oggi un compito che tutte le persone di buona volontà dovrebbero assumersi.
Ricordare gli uomini e le donne che sono stati capaci di opporsi all’odio e all’ indifferenza, assumendosi la responsabilità dell’agire vincendo la paura, valorizzare le “azioni” dei Martiri e dei Giusti attraverso il racconto delle loro storie esemplari, costituisce un valore per le nuove generazioni e insieme è la via per creare le condizioni di un dialogo tra i popoli e per porre le basi di una Memoria condivisa.
Il termine Giusto è tratto dal passo della Bibbia che afferma “chi salva una vita salva il mondo intero” ed è stato applicato per la prima volta in Israele in riferimento a Coloro che hanno salvato gli Ebrei durante la persecuzione nazista in Europa.
Il concetto di Giusto è stato ripreso per ricordare i tentativi di fermare lo sterminio del Popolo Armeno in Turchia nel 1915 e per estensione a tutti Coloro che nel mondo hanno cercato o cercano di impedire il crimine di genocidio, di difendere i diritti dell’uomo nelle situazioni estreme, o che si battono per salvaguardare la Memoria contro i ricorrenti tentativi di negare la realtà delle persecuzioni.
Il mio progetto sui Martiri e i Giusti, nato nel maggio del 2004 da un impegno che mi sono assunto davanti ai 36 cespugli di rose piantati nel Giardino della Scuola Media Vivaldi di Torino - e che ho continuato a sostenere con la proposta presentata il 20 dicembre del 2006 al Parlamento Europeo “L’Europa onori i suoi Giusti” - è un’iniziativa “in cammino”, che oggi vive anche per l’impegno del Comitato Storico-Umanitario ”Un Giardino per tutti i Martiri e i Giusti a…”, costituitosi a Torino, e per la condivisione delle istituzioni e degli uomini di buona volontà.
Alle origini esso ha tratto ispirazione, oltre che dalla mia intima convinzione sul valore educativo delle Figure Esemplari, anche dall’esempio del lavoro intrapreso dal Comitato per la Foresta dei Giusti - Gariwo (acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide), che sin dalla fine degli anni ’90 ha iniziato a operare a Milano e di cui oggi, in “Luci che illuminano le tenebre”, vorrei ricordare l’opera svolta e segnalare i traguardi raggiunti in questi anni attraverso l’impegno culturale ed educativo sul tema dei Giusti: essi costituiscono uno stimolo per portare avanti, allargare e consolidare il nostro stesso progetto “Realizziamo un Giardino per tutti i Martiri e i Giusti a…!”
Agli inizi del 2000, da un’idea di Gabriele Nissim e Pietro Kuciukian è nato il Comitato per la Foresta dei Giusti-Gariwo che, assieme a Ulianova Radice e ad Annamaria Samuelli, si è costituito come gruppo di ricerca e riflessione sul tema dei Giusti, a partire dalla considerazione che nel comportamento degli uomini, accanto al Male, indagato e visibile, è sempre presente anche il Bene. Il Comitato “Gariwo, la foresta dei Giusti”, costituitosi nel 2001 e divenuto onlus nel 2009, è presieduto da Gabriele Nissim, storico e autore di numerosi libri sull’argomento, e da Pietro Kuciukian, presidente del Comitato Internazionale dei Giusti per gli Armeni.
A Sarajevo è stata fondata Gariwosa, la sezione del Comitato per la Bosnia-Erzegovina (Gardens of the Righteous Worldwide Sarajevo), presieduta da Svetlana Broz, autrice del libro “I Giusti nel tempo del male”.
Dopo l’istituzione di un Giardino dei Giusti in alcuni luoghi simbolo, come Yerevan, in Armenia, dove, dal 1996 ad oggi Pietro Kuciukian ha portato le ceneri dei Giusti per gli Armeni inumandole nel Muro della Memoria sulla collina di Dzizernagapert (Memoriale degli Armeni), e dopo la proposta per Sarajevo, il Comitato ha coinvolto il Comune di Milano nella creazione del Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella, dove ogni anno vengono piantati gli alberi alla presenza dei famigliari dei Giusti, delle autorità cittadine e degli studenti delle scuole, per ricordare Coloro che si sono opposti ai genocidi in ogni parte della terra e che ancora oggi si oppongono ai crimini contro l’umanità ovunque siano perpetrati. Nel frattempo sono sorti giardini e altri spazi dedicati ai Giusti in ogni parte d’Italia, come a Genova, Palermo, Padova, Ferrara, Levico Terme, Linguaglossa, Molino dei Torti, e naturalmente nella nostra Torino, dove al momento ne esistono addirittura due: sia il primo (36 cespugli di rosa piantati nel maggio 2004 nello spazio verde all’interno della scuola media “Vivaldi”) sia il secondo (36 alberi al “Parco Colonnetti”, e quindi visibile alla cittadinanza) ricordano 36 Uomini, Donne, Famiglie o anche Comunità che in Piemonte, durante le persecuzioni razziali, hanno protetto e salvato ebrei.
Il sito gariwo.net è lo strumento principale del Comitato Gariwo per diffondere il tema dei Giusti e delle Figure Esemplari, spesso rimaste sconosciute.
Si propone come punto di riferimento sulle problematiche legate alla resistenza morale, raccogliendo e segnalando articoli, appuntamenti, produzioni di ogni parte del mondo.
Su di esso si trovano tutti i riferimenti alle attività del Comitato: convegni internazionali, seminari per gli insegnanti, interventi nelle scuole, insieme al materiale documentario, biografie, relazioni, mostre, recensioni di libri e film, video, link, percorsi didattici, riflessioni e approfondimenti. Il sito comprende una versione italiana e una in
inglese, riferita agli avvenimenti, iniziative e materiali di maggior interesse internazionale, in particolare legati all’Europa. A questo proposito è importante segnalare che il 10 maggio 2012 è stato approvato dal Parlamento Europeo l’appello di Gariwo per l’istituzione della Giornata Europea per la Memoria dei Giusti, fissata per il 6 marzo, giorno della morte di Moshe Bejski.
L’iniziativa trova la sua motivazione di fondo nel fatto che il concetto di Giusto ha assunto un valore universale e sempre più pressante si fa l’esigenza di preservare la Memoria del Bene.
Con questi medesimi presupposti ideali è nato alcuni anni fa a Torino il Comitato Storico-Umanitario “Un Giardino per tutti Martiri e i Giusti a…”, ed è maturata l’idea e poi la stesura di un libro-progetto, “Memorie Dimenticate” (edito nel 2008 col contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte) che ne illustrasse scopi e finalità.
Ed è a distanza di quattro anni che abbiamo ritenuto opportuno procedere ad una ristampa di questo saggio, che abbiamo intitolato ”Luci che illuminano le tenebre” (Quando l’Amore vince la Morte): si, proprio così, perchè “La morte che tutto divora, che vince la vita, trova nell’amore l’unico nemico capace di resisterle”. Il nuovo testo è aggiornato con la trattazione di diversi nuovi temi, sperando di colmare quanto più possibile le inevitabili lacune della primitiva stesura e con la “copertura” di uno “spazio” storico ben più ampio, che comincia dalla Tratta dei Neri fino alle tragedie purtroppo oggi in atto.
Attraverso questo libro, vero e proprio “Percorso della Memoria”, contenente il progetto “Realizziamo un Giardino per tutti i Martiri e i Giusti a...!”, si vogliono ricordare i genocidi, le deportazioni di massa, gli stermini su base etnica, sociale, nazionale e religiosa, i delitti contro lo Spirito e la Dignità Umana in ogni suo aspetto, senza tralasciare i crimini contro la Cultura Universale o le Culture Nazionali con riferimento, ove possibile, a coloro che nel corso di tali immani tragedie sono stati espressione di Luce, Amore, Umanità e Coraggio in opposizione alle tenebre, l’odio, la barbarie o anche alla vigliaccheria, l’indifferenza ed al “conformismo” di comodo: i Martiri, i Giusti e tutte le Figure Luminose della Storia.
Solo il culto della loro Memoria potrà impedire alla Storia di diventare esclusivamente la cronaca delle atrocità messe in atto da uomini “contro” altri uomini, per comprendere e consentire anche la conoscenza del cammino inverso percorso da uomini “in favore” di altri uomini, che hanno saputo riconoscere come proprie le sofferenze di “esseri umani” inflitte da altri “esseri umani” ed hanno cercato di porvi rimedio, talvolta anche a prezzo di gravissimi rischi personali.
Di certo il Loro esempio ha un valore etico immenso per tutta l’Umanità, che non possiamo permetterci di non valorizzare, specialmente verso i più giovani, perché la testimonianza di vita di cui sono portatori contiene tutti i germi potenziali della vera “rivoluzione”, di cui il mondo ha tanto bisogno: quella dell’Amore, l’unica capace di “conquistare” anche i cuori più duri, se saremo capaci di proporla con efficacia e determinazione.
La Memoria dell’Umanità del Bene fa sì che i nostri occhi non siano rivolti al passato, in una sorta di memoria “archeologica”, ma che guardino al nostro presente per richiamare le nuove generazioni all’impegno di difendere i diritti umani, combattere ogni forma di estremismo e ad avere il coraggio di pensare in modo autonomo.
Essa ci insegna a non considerare mai l’essere umano come nemico per motivi etnici, politici, religiosi, sociali e preservano il valore del pluralismo e la dignità umana. Ricordare significa opporsi con atti di conoscenza all’indifferenza e insieme impegnarsi a costruire un futuro diverso, eticamente opposto rispetto ai modelli che hanno segnato e che da sempre segnano tragicamente tutto il creato, così pesantemente “malato”: malata è la terra, malati i rapporti tra i popoli, in famiglia, la nostra vita intima; immagini di guerra, violenza e morte scavano nei cuori un abisso di dolore e di impotenza, troppo spesso misti ad apatia e rassegnazione.
Certo, l’elenco degli orrori perpetrati da parte di Stati o di Partiti-Stato, taluni purtroppo ancora al potere, è incredibilmente ampio, spesso a milioni di “Vittime dell’odio” è stato nei fatti impedito mantenere viva la memoria di quanto accaduto e negata qualsiasi forma di risarcimento: tutto ciò nel silenzio, nell’indifferenza e troppo spesso nel cinismo di governi, uomini d’affari e media del cosiddetto mondo “libero e democratico”.
E’ perciò oggigiorno quanto mai urgente, improrogabile ed auspicabile il contributo prezioso che la ricerca storica può offrire, ma solo se animata da onestà ed integrità morale e intellettuale.
Scrive in proposito Stéphane Courtois che “per lo storico nessun tema è tabù e le implicazioni e pressioni di qualunque tipo - politiche, ideologiche, personali - non devono impedirgli di seguire la strada della conoscenza, dell’esumazione e dell’ interpretazione dei fatti, soprattutto quando questi ultimi sono stati a lungo e volontariamente sepolti nel segreto degli archivi e delle coscienze”. “
Occorre coraggio - aggiunge Marcella Filippa - per non celare il passato, qualunque esso sia, e non utilizzare scorciatoie nell’interpretazione degli eventi, imbrigliando in schemi rigidi ciò che è stato, in cui tutto il bene è da una parte e tutto il male è dall’altra”.
La realizzazione delle presenti aiuole correlate da targhe - non a caso 36, proprio come 36 (secondo la tradizione ebraica) sono i Giusti per amore dei quali Dio non distrugge il mondo - vuole porsi anche un obiettivo quanto mai ambizioso: quello cioè di inaugurare un grande cantiere di ricerca sia sulle “mostruosità” sia sulle “eredità sublimi” della Storia e, rispetto alla scorsa edizione, ho ritenuto opportuno inserire diversi nuovi capitoli che temporalmente fuoriescono ampiamente dai confini del XX secolo ma che sono fondamentali per poter capire ed interpretare le più grandi tragedie del XX e XXI secolo.
Tutti i contenuti qui riportati cercano di affrontare una serie di eventi, sicuramente significativi, ma che dovranno necessariamente essere ampliati in ulteriori iniziative e ricerche da parte dei docenti e degli alunni delle scuole che si accosteranno al presente “saggio”.
Pertanto, anche in contrapposizione a nuove forme di odio, intolleranza ed alle ideologie fondamentaliste che fomentano violenza nel mondo, istigando i giovani all’intolleranza ed al disprezzo di Valori, Cultura, Sentimenti, Religione, fino alla Sacralità stessa della Vita Altrui, possa invece questo “Giardino” essere seme di civiltà che germoglia e produce frutto, prezioso punto di riferimento e di incontro per tutte le associazioni, le scuole e gli studiosi che hanno al momento aderito al presente progetto, o che ne verranno in seguito a conoscenza, e che in questo luogo potranno organizzare eventi e manifestazioni allo scopo di:

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Edito in proprio
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Disponibilità
1 Libro
ISBN
3859

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