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I Campi Flegrèi

I Campi Flegrèi

Ist. Poligrafico dello Stato
Esaurito
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Una moltitudine di crateri e tutti i fenomeni più singolari e diversi dell'idrologia e del vulcanismo, fonti minerali e termali, ribollenti dal suolo o dalle profondità del mare, fumarole e solfatare con caldissime emanazioni gassose, vulcani spenti e laghi scaturiti dalle voragini di crateri inabissati, boscaglie secolari che ammantano le pendici di altri crateri, lento sprofondare della terra e violento ed improvviso erompere di vulcani, rendono ragione della denominazione che gli antichi dettero a tutta la regione a ponente di Napoli, comprese le isole di Nisida, di Procida e d'Ischia: "Campi Flegrèi" si dissero dai primi abitatori ellenici, che vedevano ancora nel V secolo l'Epomeo solcato dalle vampe sanguigne delle lave, perchè apparivano fiam

Descrizione

Una moltitudine di crateri e tutti i fenomeni più singolari e diversi dell'idrologia e del vulcanismo, fonti minerali e termali, ribollenti dal suolo o dalle profondità del mare, fumarole e solfatare con caldissime emanazioni gassose, vulcani spenti e laghi scaturiti dalle voragini di crateri inabissati, boscaglie secolari che ammantano le pendici di altri crateri, lento sprofondare della terra e violento ed improvviso erompere di vulcani, rendono ragione della denominazione che gli antichi dettero a tutta la regione a ponente di Napoli, comprese le isole di Nisida, di Procida e d'Ischia: "Campi Flegrèi" si dissero dai primi abitatori ellenici, che vedevano ancora nel V secolo l'Epomeo solcato dalle vampe sanguigne delle lave, perchè apparivano fiammeggianti e come combusti dal fuoco. Ed accanto alla più lussureggiante vegetazione ed agli aspetti più sereni e lieti della natura, qual'è tutto l'amenissimo lido di Pozzuoli e di Baia, il cratere ribollente della Solfatara, la plumbea pesantezza delle acque del Lago d'Averno, le caverne e le spelonche sacre al culto dell'invisibile, agli spiriti ed alle voci del mistero.
Questo sentirono gli antichi quando qui favoleggiarono dei Cimmeri abitatori di antri e quando da questi luoghi attinsero due credenze profonde ed immutabili nell'animo dell'uomo: la religione dell'oracolo e la religione dell'oltretomba.
E profondamente diversa, per quanto apparentemente sotto. posta alla comune vicenda delle forze vulcaniche del sottosuolo, appare la fisionomia delle città antiche della regione flegrèa rispetto a quella della regione vesuviana. Pompei, Ercolano e le innumerevoli ville del loro territorio, interamente sepolte dall'eruzione del Vesuvio, ebbero nel 79 d. C. un improvviso e definitivo arresto di vita; le poche e deboli tracce di rinascita che apparvero dopo quella spaventosa catastrofe, non furono tali da farle risorgere, prima della fine del mondo antico, a nuova funzione storica ed economica di città; esse vissero inoltre più o meno direttamente nell'orbita di Neapolis che restò il gran centro politico della regione. Nella zona flegrèa, non ostante l'intensa e varia attività del terreno vulcanico, nessuna grande eruzione, compresa quella memorabile e storica del Monte Nuovo durata due giorni del settembre del 1538, ha distrutto, sepolto e interrotto la vita di un vero e proprio grande centro abitato: la vita delle città, più volte minacciate da eruzioni e da violente riprese[...]

Dettagli del prodotto

Editore
Ist. Poligrafico dello Stato
Autore
Maiuri Amedeo
ISBN
900000000987

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