Da quel 1839 in cui Daguerre offrì al mondo la sua prima fotografia, la conoscenza umana moltiplicò i suoi confini, ma perse certo gran parte dell'originalità interpretativa che il mezzo pittorico permetteva.
Mettere in biblioteca il più bel volume di documentazione fotografica su una grande città non significa quindi quasi mai avere sottomano, e pronti da rievocare, significati, atmosfere segrete, suggestioni nascoste.
Se a questo si aggiunge che Roma non svela a prima vista l'esatto sovrapporsi delle sue difformi civiltà, accanto ai mille bellissimi volumi scritti su di lei ad ogni livello riteniamo utile la presenza costante di questo affettuoso parallelo tra i paesaggisti che l'hanno dipinta per tre secoli e l'obiettivo asettico della fotocamera di oggi.
Un tuffo indietro nel tempo e nell'arte, che se varrà a capire un po' meglio le angolature storiche e ambientali avrà già soddisfatto ogni più ambizioso presupposto di questa nuova collana.
Epoche, stili e tecniche pittoriche completamente diverse tra loro rischiano di compromettere ogni tentativo di ricostruzione della Roma di ieri se non si affronta una carrellata del genere con la volontà precisa di rivivere determinate atmosfere, antiche con la sola curiosità di rivedere ciò che non è più.
Il gruppo dei grandi vedutisti del ;600 e '700, con le ampie tele a vastissimo respiro, danno infatti, oltre l'opera, il metro esatto di un gusto e di una società che non ha già più riscontro nelle incisioni e negli acquarelli post-napoleonici di Thomas e di Pinelli.
Cambia il mondo ed il modo di vederlo; come cambia il significato de' quadro dopo l'avvento della fotografia; con i patetici acquarelli di Roesler Franz a testimoniare l,a puntigliosa volontà di presentare un idillico mondo alternativo alla tecnica incombente.
Il rigido criterio di «tutto colore» ha estromessi di forza i grandi incisori, da Nolli a Falda, a Piranesi, a Pinelli.
Ma forse è giusto. Sarebbe stato combattere ad armi impari contro il Kodachrome.
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Da quel 1839 in cui Daguerre offrì al mondo la sua prima fotografia, la conoscenza umana moltiplicò i suoi confini, ma perse certo gran parte dell'originalità interpretativa che il mezzo pittorico permetteva.
Mettere in biblioteca il più bel volume di documentazione fotografica su una grande città non significa quindi quasi mai avere sottomano, e pronti da rievocare, significati, atmosfere segrete, suggestioni nascoste.
Se a questo si aggiunge che Roma non svela a prima vista l'esatto sovrapporsi delle sue difformi civiltà, accanto ai mille bellissimi volumi scritti su di lei ad ogni livello riteniamo utile la presenza costante di questo affettuoso parallelo tra i paesaggisti che l'hanno dipinta per tre secoli e l'obiettivo
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Plurigraf
- Autore
- Cartocci Glauco , Cartocci Sergio
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 900000001229