Dall'introduzione di Raffaello Prati:
"L'imperatore Giuliano giunse in Antiochia nel luglio del 362 durante la fase dolorosa dei misteri di Adone. Non parve di buon auspicio agli antiocheni l'arrivo del sovrano nel giorno, in cui si piangeva la giovinezza effimera dell'amante di Afrodite. Già le donne avevano gettato nell'acqua del fiume gli orti di Adone, i vaselli di creta ripieni di terra, in cui avevano conficcato i fiori colti per il breve trionfo.
Agli orti di Adone Giuliano aveva paragonato con poco rispetto il regno dello zio Costantino e con la stessa imagine pochi mesi più tardi Gregorio di Nazianzo raffigurava Giuliano per sempre in una delle sue Colonne furenti.
L'attesa era stata senza pari: accolto come un dio, salutato come astro benigno dalla città, che in meno di dieci anni divenne la residenza ultima di due augusti e d'un cesare. Di là otto anni prima era partito il cesare Gallo, fratello di Giuliano, allettato dal cugino[…]"
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Dall'introduzione di Raffaello Prati:
"L'imperatore Giuliano giunse in Antiochia nel luglio del 362 durante la fase dolorosa dei misteri di Adone. Non parve di buon auspicio agli antiocheni l'arrivo del sovrano nel giorno, in cui si piangeva la giovinezza effimera dell'amante di Afrodite. Già le donne avevano gettato nell'acqua del fiume gli orti di Adone, i vaselli di creta ripieni di terra, in cui avevano conficcato i fiori colti per il breve trionfo.
Agli orti di Adone Giuliano aveva paragonato con poco rispetto il regno dello zio Costantino e con la stessa imagine pochi mesi più tardi Gregorio di Nazianzo raffigurava Giuliano per sempre in una delle sue Colonne furenti.
L'attesa era stata senza pari: accolto come un dio, salutato come astro benigno dalla c
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Carabba
- Autore
- Imperatore Giuliano
- ISBN
- 7412