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Io Difendo

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Corbaccio
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... Questa è la causa delle cause, per me. Difendo Cassinelli.

Come per i difensori di Luigi Capeto, contro di me si è ripetuto: «Chi te lo fa fare?». Perchè certe difese « urtano ». Sono accusato di aver difeso - contro il tempo e lo spazio - morti di mala morte, portatori d'infamia e di ignominia stabilita e confermata. Non lo nego. C'è un mondo di morti che gravita da millenni, e le stesse teste da secoli tornano a cadere nel paniere; il panierino della colazione morale. Di che cosa sono imputato? Di aver tentato di rubarle, queste teste, e di rompere il paniere. Così è. Rirealizzo il mio reato, ricostruendo felici momenti peccatori.

L'invito a sopportare con «più cristian

Descrizione

... Questa è la causa delle cause, per me. Difendo Cassinelli.

Come per i difensori di Luigi Capeto, contro di me si è ripetuto: «Chi te lo fa fare?». Perchè certe difese « urtano ». Sono accusato di aver difeso - contro il tempo e lo spazio - morti di mala morte, portatori d'infamia e di ignominia stabilita e confermata. Non lo nego. C'è un mondo di morti che gravita da millenni, e le stesse teste da secoli tornano a cadere nel paniere; il panierino della colazione morale. Di che cosa sono imputato? Di aver tentato di rubarle, queste teste, e di rompere il paniere. Così è. Rirealizzo il mio reato, ricostruendo felici momenti peccatori.

L'invito a sopportare con «più cristiana rassegnazione verità generali ed assolute » posso comprenderlo, ma non mi entusiasma. Le verità generali ed assolute sono quelle degli Accusatori: e addosso a queste verità noi marciamo con elmo, scudo e spadone, felici - uno per tutti e tutti per uno - se il banco solitario dell'accusatore può saltarsene in aria. Perchè l'Accusatore è la voce autorizzata dell' opinione pubblica che non sempre ha il tenero cerebralismo del coro nel teatro greco: « io esito, io non so che pensare », ma in contrario non esita mai e sa sempre che cosa affermare, credendo di pensare.

Un geniale scrittore ha scoperto in me amori « per il chiasso dello spettacolo più che per la credenza verace », e mi si sospetta di non pensare che « la vita sia più grande dell' esistere ». Un sospetto che io confermo come nostra propria incrollabile realtà spirituale. Troppe stelle ridono lassù: paurose leggi motorie agiscono al di fuori e contro di noi.

L'esistere (dicono) noi l'avremo dopo la morte. Sì, tutti i corpi dei miei giustiziati e dei giustizieri sono oggi ugualmente felici nel non pensare e nel non soffrire, nella polvere. Ma se la giustizia non interessa più i morti, può servire come esperienza ai vivi.

Dettagli del prodotto

Editore
Corbaccio
Autore
Cassinelli Bruno
ISBN
6702

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