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L'Ombra dell'Oriente Tenebroso
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Arethusa
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L’ombra dell’Oriente tenebroso, pubblicato per la prima volta a Varsavia nel 1923, è un’affascinante e sorprendente raccolta di appunti di viaggio sulla vita delle popolazioni della Russia estremo-orientale e su quegli elementi misteriosi che determinarono il crollo dell’Impero zarista e della società civile tutta. L’occultista Papus, il vescovo Pimen, l’ipnotista Ivan di Kronstadt, il monaco Heliodor, la veggente Daryushka, l’enigmatico Rodé e soprattutto Rasputin, l’ambiguo consigliere della zarina, sono solo alcuni dei personaggi che hanno svolto, nell’ombra, un ruolo importante nella storia di questo Paese. Una storia cupa, enigmatica e piena di risvolti oscuri. Una storia dove superstizione, mistic

Descrizione

L’ombra dell’Oriente tenebroso, pubblicato per la prima volta a Varsavia nel 1923, è un’affascinante e sorprendente raccolta di appunti di viaggio sulla vita delle popolazioni della Russia estremo-orientale e su quegli elementi misteriosi che determinarono il crollo dell’Impero zarista e della società civile tutta. L’occultista Papus, il vescovo Pimen, l’ipnotista Ivan di Kronstadt, il monaco Heliodor, la veggente Daryushka, l’enigmatico Rodé e soprattutto Rasputin, l’ambiguo consigliere della zarina, sono solo alcuni dei personaggi che hanno svolto, nell’ombra, un ruolo importante nella storia di questo Paese. Una storia cupa, enigmatica e piena di risvolti oscuri. Una storia dove superstizione, misticismo, ancestrali ritualità, tradizioni pagane e credenze popolari hanno esercitato una subdola influenza su tutti gli strati della società russa: dai più umili contadini delle lande desolate della Siberia ai cacciatori nomadi della Mongolia, dai salotti della borghesia moscovita alle alte sfere dell’aristocrazia che gravitavano attorno alla Corte dello zar. In questo saggio Ferdinand Antoni Ossendowski, quale acuto osservatore della realtà, cerca di penetrare la complessa natura dell’animo russo con la curiosità e il distacco necessari di chi, come lui, è solo uno straniero in cammino fra i meandri di una popolazione sempre in bilico tra paganesimo e misticismo cristiano, sciamanesimo e razionalità, idealismo filosofico e bestialità. Con estrema chiarezza e accurato rigore analitico, sprazzi di sarcasmo e una misurata dose di ironia, l’Autore ci fornisce un’inedita chiave di lettura su quelle circostanze che permisero ai semi della Rivoluzione bolscevica di insinuarsi facilmente nel tessuto sociale di una Russia ormai segnata da insanabili e radicate contraddizioni.

Dettagli del prodotto

Editore
Arethusa
Autore
ISBN
978889684808

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