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Il Kitāb al-Amṯāl

Il Kitāb al-Amṯāl

Istituto Universitario Orientale
Esaurito
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Le opere sugli amṯāl classici, e nello specifico gli amṯāl al-nabī, detti del Profeta o presunti tali dalla Tradizione islamica, non hanno goduto di molta notorietà negli studi di arabistica e islamistica contemporanei, ove si eccettuino gli interessi legati a questo o quel particolare detto o espressione rinvenuta qua e là in fonti di vario genere. Il fenomeno è sicuramente dovuto alla natura erudita ed essenzialmente compilativa di tali opere, oltre alla necessità imprescindibile di un approccio prettamente linguistico e filologico per lo studio di ogni singola componente di tali espressioni, locuzioni o massime.

Ciò nonostante, appare ancora da chiarire l'inspiegabile e immotivata assenza di studi sull'autore che qui presento. L'edi

Descrizione

Le opere sugli amṯāl classici, e nello specifico gli amṯāl al-nabī, detti del Profeta o presunti tali dalla Tradizione islamica, non hanno goduto di molta notorietà negli studi di arabistica e islamistica contemporanei, ove si eccettuino gli interessi legati a questo o quel particolare detto o espressione rinvenuta qua e là in fonti di vario genere. Il fenomeno è sicuramente dovuto alla natura erudita ed essenzialmente compilativa di tali opere, oltre alla necessità imprescindibile di un approccio prettamente linguistico e filologico per lo studio di ogni singola componente di tali espressioni, locuzioni o massime.

Ciò nonostante, appare ancora da chiarire l'inspiegabile e immotivata assenza di studi sull'autore che qui presento. L'edizione del Kitāb al-Amṯāl di Abū 'l-Šayḫ Al-Iṣbahānī si pone come sua editio princeps in Occidente; la sua traduzione integrale, inoltre, è la prima versione italiana integrale di un'opera di questo genere, opera che racchiude in sé, in realtà, caratteristiche diverse e difficilmente riconducibili a un genere ben configurato. In effetti essa è nominalmente una raccolta più o meno omologata di proverbi arabi classici, ma nella sostanza l'opera è al crocevia di un genere letterario pressoché inesplorato, al confine tra maṯal e ḥadīṯ, a cavallo tra l'antica e sovrabbondante letteratura tradizionistica ed il genere letterario cosiddetto amṯāl. Si tratta, dunque, di proverbi e detti appartenenti all'antico sostrato preislamico, tra cui molti attribuiti in seguito al profeta Muhammad, o piuttosto di un vero e proprio corpus originale di detti islamici attribuibili a lui e alla sua cerchia di compagni? In effetti quest'ultimo sottogruppo della vastissima produzione letteraria di amṯāl presenta delle interferenze, o comunque delle ambiguità, comuni alla letteratura ḥadīṯ, mimetizzatesi attraverso processi e passaggi storico-linguistici risalenti presumibilmente all'età preislamica. Il quesito apre una questione sinora insoluta e non scevra da congetture e supposizioni che, a mio avviso, meritano tuttavia di essere approfondite.

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