Dalla prefazione e cura di Paolo Minganti:
"Rifugiatosi a Parigi alla fine del 1842 per sfuggire alle persecuzioni seguite alla pubblicazione della Storia del Vespro, Michele Amari, «acceso già d'un grande amore per gli studi storici», come egli dice nella Introduzione del Sulwân, colse l'occasione per impadronirsi degli strumenti che gli consentissero di far luce sulla storia della dominazione musulmana in Sicilia, argomento verso il quale da qualche anno si sentiva particolarmente attratto. Nel 1848, dopo appena un lustro di lavoro i cui frutti stessi attestano essere stato intensissimo, aveva già abbozzato la Storia dei Musulmani di Sicilia e raccolto testi arabi « ... relativi alla Sicilia e ai Musulmani di quest'isola... [che] formano una raccolta compiuta forse, per quanto si possa sperar dalle biblioteche d'Europa ... ». Inoltre aveva raccolto opere, in versi e in prosa, di Arabi siciliani e fra queste « sopra tutte m'invaghii del Sulwân, talmentechè mi proponea di voltarlo in italiano dopo la pubblicazione della mia storia che doveva compiere nel 1848» (Intr. VIII). Ma, dice ancora l'Amari (Intr. IX), gli avvenimenti lo costrinsero a mutare il programma: « ... Alla nuova delle fucilate del 12 gennaio 1848 ... corsi a Palermo, ed indi navigai a golfo lanciato nella rivoluzione sino alla infelice primavera del 1849. Tornato allora all'esilio in condizioni assai tormentose, e non avendo compiuto la storia della dominazione musulmana, fui costretto a mutar le veci tra così fatto lavoro e il Sulwàn, e pubblicar questo immediatamente. A ciò l'editore si è prestato con buona volontà e coraggio. Se poi il lavoro mio puzzi di mercato, lo giudichino i lettori».
Queste, secondo la testimonianza diretta dell'Autore, le circostanze che portarono alla pubblicazione della traduzione italiana[…]"
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Dalla prefazione e cura di Paolo Minganti:
"Rifugiatosi a Parigi alla fine del 1842 per sfuggire alle persecuzioni seguite alla pubblicazione della Storia del Vespro, Michele Amari, «acceso già d'un grande amore per gli studi storici», come egli dice nella Introduzione del Sulwân, colse l'occasione per impadronirsi degli strumenti che gli consentissero di far luce sulla storia della dominazione musulmana in Sicilia, argomento verso il quale da qualche anno si sentiva particolarmente attratto. Nel 1848, dopo appena un lustro di lavoro i cui frutti stessi attestano essere stato intensissimo, aveva già abbozzato la Storia dei Musulmani di Sicilia e raccolto testi arabi « ... relativi alla Sicilia e ai Musulmani di quest'isola... [che] fo