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Estratto dalla Introduzione
Ghazālī è stato giudicato il più grande musulmano dopo Maometto. A ragione. Egli fu una di quelle personalità che imprimono nuovi orientamenti ai processi spirituali, quindi lasciano nella storia del pensiero e di conseguenza anche negli eventi umani, un'orma duratura.
L'Islam col passare del tempo si era quasi cristallizzato, irrigidito in un freddo legalismo. I dotti additavano ai fedeli come doveri essenziali l'adesione piena ai loro insegnamenti proclamati infallibili e l'osservanza minuziosa dei precetti cultuali come mezzo di salvezza. Certo nella massa dei credenti ve ne erano che conservavano il fervore religioso delle prime generazioni di Musulmani, contenti della loro semplice fede di tipo tradizionale, ma ve ne erano anche che cercavano per vie nuove di soddisfare il loro anelito a Dio. Sospinti dalla insofferenza per le sottili disquisizioni e il formalismo dei dotti e dalla brama d'una religiosità profonda e sentita, questi ultimi finivano non di rado con l'abbracciare credenze che rispondevano, o sembravano rispondere, alle loro aspirazioni, ma erano in realtà deviazioni dall'Islam. Fra gli intellettuali poi ve ne erano che, ribelli alla imposizione delle convinzioni altrui e adusi a ragionare col proprio cervello, sottoponevano a esame le nozioni fondamentali dell'Islam, le criticavano, le giudicavano assurde o confacenti solo al volgo ignorante e divenivano perciò o del tutto infedeli o miscredenti stabilendo essi stessi in base alle proprie convinzioni ciò che si doveva credere....