Nella prefazione all'edizione originale di questo libro io ammonii i lettori a non scambiare le mie gravi apprensioni relative all'avvenire prossimo della nostra civiltà con una dichiarazione di pessimismo radicale, ed espressamente professai di essere un ottimista. Non servì a nulla. Un lettore dopo l'altro mi chiese: come potete affermare di essere un ottimista, quando offrite un così lugubre quadro dell'oggi e più lugubre presagio dell' avvenire? Ecco la risposta: io non chiamo ottimista l'uomo che prende alla leggera i pericoli gravi, dicendo: tutto finirà bene, ma bensì colui il quale, valutando in tutta la sua portata la minaccia del tracollo incombente, tuttavia tiene alta la speranza, anche quando nessuna via d'uscita sembra presentarsi. La speranza può solo essere fondata sull'improbabile. Quella che parte dall'osservazione esatta di fatti patenti non è speranza, ma calcolo.
Nella prefazione all'edizione originale di questo libro io ammonii i lettori a non scambiare le mie gravi apprensioni relative all'avvenire prossimo della nostra civiltà con una dichiarazione di pessimismo radicale, ed espressamente professai di essere un ottimista. Non servì a nulla. Un lettore dopo l'altro mi chiese: come potete affermare di essere un ottimista, quando offrite un così lugubre quadro dell'oggi e più lugubre presagio dell' avvenire? Ecco la risposta: io non chiamo ottimista l'uomo che prende alla leggera i pericoli gravi, dicendo: tutto finirà bene, ma bensì colui il quale, valutando in tutta la sua portata la minaccia del tracollo incombente, tuttavia tiene alta la speranza, anche quando nessuna via d'uscita sembra presentarsi.
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Giulio Einaudi Editore
- Autore
- Huizinga Johan
- Info testo
- Quartine intatte
- Info libro
- pp.154; Torino
- Anno stampa
- 1938
- ISBN
- 6786
- Condizione
- Immesso a nuovo