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Il Pensiero Storico-Religioso Antico. Autori Greci e Roma

Volume I: Dionigi d'Alicarnasso

Disponibile in copia unica
€ 50,00
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prefazione e introduzione dell'autore.
pp. XVIII-466, Roma
data stampa: 1995
codice isbn: 978887062887

Dalla prefazione dell'autore:
"Una religione si compone non solo di una serie piuttosto ampia di "realtà religiose", quali le figure divine, i riti celebrati, l'organizzazione sacerdotale od il bagaglio di credenze e dottrine (mitologiche, soteriologiche, escatologiche, ecc.) che interpretano la realtà, ma anche della soggettiva comprensione che tutte queste entità unifica, ordina, classifica, stabilendo gerarchie e relazioni reciproche. Una comprensione soggettiva che peraltro varia, per una stessa fase di una specifica religione, notevolmente da ambiente ad ambiente, riflettendo diversi gradi di impegno religioso, retroterra culturali diversi od anche diverse opzioni interpretative dello stesso messaggio o struttura religiosi, così che forse sarebbe meglio parlare di un "fascio di comprensioni soggettive": si pensi, per il cristianesimo od anche più specificamente per il cattolicesimo attuali, alle forti divergenze nella comprensione e definizione della comune esperienza religiosa riscontrabili tra conservatori, progressisti e contestatori, benedettini, francescani e secolari, fedeli di parrocchie rurali o di città, fedeli impegnati in (divergenti) movimenti religiosi, fedeli "della domenica" o quanti si rivolgono alla Chiesa per battesimo, comunione-confermazione, matrimonio e funerale.
Nel caso delle religioni classiche, greca e romana (in cui peraltro il problema si pone in termini in parte diversi, perché nelle religioni etniche all'assenza di un fondatore si accompagna la mancanza di un nucleo forte dell'identità religiosa), una tale complessità di posizioni divergenti non ci è più, se non marginalmente, accessibile per il carattere arbitrariamente selettivo delle nostre fonti. La maggior parte dell'informazione in nostro possesso ci viene trasmessa dalle opere scritte da una ristretta élite culturale, che rispecchia la percezione o concezione religiosa di una ristretta classe di governo: una élite - è bene sottolineare - civile e non sacerdotale (ancorché spesso vi sia "unione personale" delle due appartenenze), in contrasto con la centralità del clero in quanto tale nella cultura di altre civiltà, a partire dalle alte culture orientali con cui Greci e Romani, almeno da un certo momento, entrarono in un significativo rapporto. Sociologicamente più rappresentative, ma più povere d'informazione specifica, sono le iscrizioni sacre (o gli oggetti sacri, ancor più "muti"), che rispecchiano più puntualmente la prassi religiosa di un ambiente meno ristretto e meno omogeneo: a far sostenere l'onere di un' iscrizione sacra è spesso l'appartenenza ad un ceto abbiente (comunque più ampio e diverso dall'élite culturale), se non la tensione all'autocelebrazione (della propria offerta verso la comunità civile e religiosa), ma anche in molti altri casi l'intensità della motivazione sociale e religiosa di committenti assai più umili. Il carattere isolato e puntuale di queste testimonianze le rende però inadatte ad un' indagine sulla complessiva percezione del sistema religioso: potranno invece essere d'estrema[…]"

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