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Fitoterapia e Medicina

tra passato e presente

Orior
€ 45,00
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prefazione di Giovanni Tarpani, introduzione dell'autore-
pp. 336, nn. ill. a colori e b/n, Perugia
data stampa: 1997
codice isbn: 659520

"Fitoterapia e Medicina in Umbria dal XV al XVIII sec. (antichi "Ricettari" svelano i segreti delle piante curative). Un libro che è il risultato di una ricerca storica condotta da Salvatore pezzella sui testi originali degli Archivi e delle Biblioteche del capoluogo umbro. La parte "prima" del volume ripercorre, in godibili flash di lettura, le tappe dell'evoluzione della medicina, della fitoterapia e delle arti sanitarie in genere, con particolare riferimento agli avvenimenti politici e culturali della città di Perugia. Così in epoca medioevale e rinascimentale viene dato risalto alla nascita dei primi "lebbrosari", all'istituzione dello Studium (Università), del Collegio dei Dottori (a cui spettava il compito della preparazione scientifica dei medici), all'organizzazione degli ospedali e delle spezierie ben funzionanti dentro e fuori le mura urbiche. Il 1500 è stato rivisitato con particolare riferimento alla "vocazione assistenziale" che Perugia ed altre città del centro Italia hanno sempre avuto verso gli ammalati e i bisognosi di ogni tempo. Il testo prosegue elencando gli "obblighi" incombenti ai medici prima di visitare gli ammalati, stabiliti dallo Stato Pontificio, e così via. Una particolare attenzione è stata rivolta - tra il 1600 e il 1700 - a Lodovico Viti di Orvieto (ricordato come il "medico dell'acqua fredda e della mentuccia") e ad Alessandro Pascoli ("medico di re e regine di tutta Europa"): grazie alle loro opere e nuove tecniche introdotte nella terapia medica del tempo, Perugia poté allinearsi alle grandi scuole di medi- . cina europee (Montpellier, Oxford, Cambridge, York, Parigi, Salerno, Bologna, Roma, Firenze, ecc.).

La parte "seconda" del libro contiene circa 800 "ricette" botaniche e un simpatico "trattato" di alchimia (datato 1580-1604), la cui lettura consentirà di cogliere il cammino della chimica tra scienza e superstizione.

Le "piante" che ricorrono di frequente in questi "Ricettari" sono: l'abrotàno (che esercita un'azione stimolante sull'apparato digerente); l'acetosa (nota per le sue proprietà depurative e digestive); l'aglio (battericida naturale usato come antisettico, diuretico, ipotensivo e antidiabetico); l'alchechengio (conosciuto per l'azione diuretica e depurativa); l'altea (dalle proprietà bechiche, cioè calmanti della tosse); l'iperico (utilizzato contro forme di depressione e di malinconia); la borsa del pastore (astringente ed emostatica); la camomilla (antinfiammatoria e antispasmodica); il cardo mariano (colagogo e tonico); il cavolo (antianemico, antidiarroico, ecc.); il cardamomo (eccellente carminativo); il fieno greco (aperitivo, emolliente e ipoglicemizzante); la galega (diuretica, sudorifera); il garofano (antisettico); l'issopo (antispasmodico); il rabarbaro (aperitivo e lassativo); il rafano (antianemico, antiscorbutico e bechico), e così via. La parte "terza" del libro contiene la "trascrizione" dei testi originali e numerosi dizionari e glossari (etimologici, delle piante e delle erbe, dei termini chimici e medici, dei pesi e delle misure, ecc.). Le numerose "ricette" costituiscono un ricco patrimonio medico-botanico che tanto ha contribuito allo sviluppo della stessa scienza medica.

Le "ricette" sono state ordinate e sistemate per ordine cronologico e corredate da un esaustivo apparato di note scientifiche allo scopo di consentire ai lettori di poter cogliere le felici intuizioni terapeutiche dei medici del passato confermate, ancora oggi, dalla scienza ufficiale.

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