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Celestino V La Perdonanza Collemaggio
Celestino V La Perdonanza Collemaggio

Celestino V La Perdonanza Collemaggio

G. Tazzi
Disponibile
20,90 € 22,00 € -5%
Nessuna tassa

Da quando è stato possibile restituire alla Perdonanza l'antico vigore, gli aquilani hanno rapidamente verificato quanto spessa e profondamente radicata si fosse conservata la memoria collettiva degli eventi e dei protagonisti che furono alla base del fiorire delle fortune civiche.

La fierezza dell'aquilanità non era affatto «sÌ bella e perduta»; restava nascosta e avvilita da un troppo insistito e frustrante piangersi addosso; perché riprendesse spirito, occorreva soltanto saper1a stimolare, ben inteso con la prudenza dettata dalla consapevolezza delle difficoltà comportate dai tentativi di far breccia nell'irsuta diffidenza di quell'atavico carattere aquilano che, tuttavia, quando decide di aprirsi esprime una generos

Descrizione

Da quando è stato possibile restituire alla Perdonanza l'antico vigore, gli aquilani hanno rapidamente verificato quanto spessa e profondamente radicata si fosse conservata la memoria collettiva degli eventi e dei protagonisti che furono alla base del fiorire delle fortune civiche.

La fierezza dell'aquilanità non era affatto «sÌ bella e perduta»; restava nascosta e avvilita da un troppo insistito e frustrante piangersi addosso; perché riprendesse spirito, occorreva soltanto saper1a stimolare, ben inteso con la prudenza dettata dalla consapevolezza delle difficoltà comportate dai tentativi di far breccia nell'irsuta diffidenza di quell'atavico carattere aquilano che, tuttavia, quando decide di aprirsi esprime una generosità rara.

La vasta riflessione su se stessi, cui gli aquilani sono stati indotti dal processo di rinascita della Perdonanza, ha contribuito a riequilibrare il rapporto tra emotività fatalistica e volitività razionale: così, ci si è venuti rendendo conto che, pur in presenza di numerosi e complessi problemi tuttora irrisolti, L'Aquila ha compiuto un poderoso salto di qualità, che ne restaura e ne potenzia quelle ampie funzioni di punto di riferimento economico e culturale cui in secoli più lontani furono dovuti un indimenticato prestigio e un ben documentato splendore.

Fin quando è prevalsa la pessimistica visione del «tutto è perduto», la città è apparsa rinchiusa in se stessa, avvitata nella altezzosa e inerte nostalgia delle antiche glorie, traumatizzata da una sorta di mania di persecuzione, frustrata nella creatività nonostante l'impulso riveniente dall'apertura di grandiosi collegamenti materiali e intellettuali col resto del mondo, distruttivamente astiosa dentro se stessa e verso l'esterno, incapace di trovare in se stessa le energie per restituirsi un ruolo credibile, utile a11 'intero territorio di riferimento e quindi produttivo quanto ricco di prospettive.

Adesso, va schiudendosi una nuova mentalità, che guarda al passato non più con sterile rimpianto bensì con l'avveduto intento di valorizzar1o quale patrimonio da attivare in sinergia con le nuove realtà affermatesi e da incentivare, che guarda alle proprie deficienze non più come a un 'irresistibile maledizione bensì come a vuoti e ritardi superabili e quindi da colmare, che guarda al territorio di riferimento non più col cipiglio invidioso degli altrui successi bensì con la provvida cura di farsene polo rappresentativo e di valido servizio.

Celestino «defensor civitatis», attraverso la rinascita della Perdonanza, ha innescato un altro prodigioso intervento di stimo1azione delle energie civiche: dopo secoli di parabola discendente, L'Aquila è stata investita da una vigorosa spinta a credere in se stessa, recuperando quella capacità progettuale verso il futuro che nel Medioevo ebbe il suo volano nell'intervento pacificatore di Celestino e che oggi va aggregandosi intorno alla comprensione della stretta interdipendenza che connette la padronanza del proprio passato e la capacità di adesione alle opportunità del futuro.

Non voglio sostenere che la Perdonanza ha fatto quel che non avrebbe ragione e possibilità di fare: miracolosamente sanare, cioè, tutti i civici malanni. Intendo ragionevolmente dire che la sua rinascita ha maieuticamente agito verso un'opportunità e un 'aspirazione latenti nella generalità delle attese: coagulare, in seno agli aquilani, il riaffioramento dell'immaginario collettivo e del collettivo sentimento di sé, ineludibili fattori d'una comunità capace di badare a se stessa e di venire a capo dei propri problemi.

Il fenomeno Perdonanza, impetuosamente tornato tra gli argomenti di maggior corso nelle conversazioni aquilane e nell'interesse degli abruzzesi e dei visitatori, ha indotto una diffusa esigenza di conoscenza e di approfondimenti, cui hanno finora corrisposto ben pochi e inadeguati strumenti. Luigi Lopez colma ora provvidamente questa lacuna, impiegando un 'intelligenza d'indagine e una ricchezza di conoscenza che consentono di annodare organicamente, per la prima volta attraverso un testo stampato, i principali avvenimenti incentratisi, nel volgere di sette secoli, sull'inscindibi1e triangolo Celestino-Collemaggio-Perdonanza.

Commosso per l'immeritato onore riservatomi con la richiesta di presentare quest'opera, ringrazio Luigi Lopez per aver offerto ancora un prezioso contributo all'analisi e alla salvaguardia delle civiche memorie e Guido Tazzi per averne assunto l'iniziativa editoriale. Ma è anche, piacevolmente, doveroso rammentare alla pubblica riconoscenza l'iniziativa e l'impegno con cui la Municipalità ha intrapreso il difficoltoso compito del ripristino dell'antico spessore della Perdonanza, rivolgendo in particolare a Tullio de Rubeis e al suo successore Enzo Lombardi l'apprezzamento più ampio e affettuoso per l'eccezionale dedizione personale espressa, la cui consistenza è sempre andata ben al di là del semplice dovere dettato dalle funzioni pertinenti a chi guida il governo municipale. (Errico Centofanti Soprintendente alla Perdonanza)

Dettagli del prodotto

Editore
G. Tazzi
Autore
Lopez Luigi
Disponibilità
1 Libro
ISBN
5845

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