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Come Vestivano gli "Uomini del Decameron"

Saggio di Storia del Costume

Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
€ 40,00
Quantità

pp. 116, Roma
data stampa: 1898
codice isbn: 5282

lncominciai lo studio presente, allettato dal desiderio di esperimentare quale contributo alla storia del costume portino i novellieri, pensando, che le opere di questi non ci dànno, come gl'inventari, aride serie di nomi e di descrizioni di vesti e di suppellettili, per lo più signorili; ma dicono chi usava queste, ritraggono così il povero, come il ricco, e il vanitoso, il matto, il savio; inoltre inseriscono i loro dati in una quantità di episodi, che li vivificano e ci rappresentano il costume, per dire così, in azione. E incominciai dal Decameron, il quale, sebbene non sia la raccolta di novelle più ricca di dati sulla storia del costume, tuttavia è la più squisita e celebrata.

La mia speranza, come il lettore vedrà, non fu del tutto delusa; ma neppure appagata intieramente: il Decameron offre bensì una quantità grande di notizie, tanto che, abbandonato il pensiero di abbracciar tutti i dati spettanti alla storia del costume, dovetti limitarmi alle vesti e poi restringermi ancora a quelle virili soltanto (avevo incominciato da queste); ma son particolari dispersi, spesso fuggevoli e privi di un colorito proprio. In breve, per poterli rilevare, fui obbligato a ricorrere ai confronti con altre fonti svariate e questi mutarono in parte il carattere del mio lavoro. [...]

Del copioso materiale raccolto mi valsi non a moltiplicare solo gli esempi, ma a tracciare la storia del succedersi delle foggie in Italia; nel che il mio sguardo naturalmente si fissò in particolar modo sulla seconda metà del trecento, nella quale il Boccaccio aveva scritto; ma non si restrinse a questa, e non trascurò nè la prima metà di quel secolo, nè la prima metà del quattrocento, anzi talvolta si spinse anche più in là, desideroso di seguire fino al termine l'evoluzione di un costume. Di fatti, le foggie, che ci compaiono nel Decameron e che in generale non sono di cavalieri, ma di semplici cittadini, si sviluppano dall'antica rozza semplicità, allorchè le condizioni economiche dei comuni italiani incominciano a prosperare, e si sformano vertiginosamente, quando gli ultimi comuni spariscono ed il lusso dei privati diventa un mero riflesso di quello delle corti, che a loro volta rispecchiano non più i costumi cittadini, ma quelli dei soldati, al braccio dei quali debbono la loro forza. Le prime opere della letteratura italiana, la Divina commedia, il Novellino, la Cronaca di Giovanni Villani segnano nelle loro descrizioni dei costumi il termine di partenza; la Storia fiorentina del Varchi, le Lettere del veneziano Andrea Calmo, il Diario ferrarese, che forma una vera cronaca della moda sul principio del cinquecento, segnano il termine d'arrivo.

Condotto con altri materiali e con altri criteri, il lavoro mio divenne altra cosa che una semplice spigolatura del Decameron; tuttavia non gli volli mutar titolo, perchè il lettore non sia lusingato a credere di trovarvi una raccolta sistematica e completa di notizie. La mia fu pur sempre opera di spigolatore benché il campo, pur troppo, non sia mietuto; l'opera larga ed esauriente potrà venire sol quando i documenti molteplici della nostra storia del costume saranno raccolti in maggior copia e studiati singolarmente con più amorosa cura. Qui, solo per tentare una prova, fissate per punto di partenza le notizie del Decameron, divisi queste in piccoli capitoli, rispondenti in qualche modo ai paragrafi di un glossario, ed incominciando dagl'indumenti intimi, la camicia e la biancheria, trattai successivamente del farsetto e della giubba, che furono vesti affini; dei panni di gamba e dei calzari, cioè delle brache, delle calze e delle scarpe; della gonnella e della guarnacca; della pelliccia; del mantello e delle varie sue forme; dell'acconciatura del capo, della cuffia, del cappuccio e del cappello; degli ornamenti, infine dei colori e delle stoffe adoperate per le vestimenta, e dell'aspetto generale di queste.

Indice:

Introduzione


La camicia e la biancheria


Il farsetto e la giubba


I panni di gamba e la calzatura


La gonnella, la soprainsegna, il costume all'analda e la guarnacca


La pelliccia e il pelliccione


Il mantello, il tabarro, i batoli e la schivina


La zazzera, la cuffia, il cappuccio e il cappello


Gli ornamenti, i guanti, le armi e il pannaiuolo


Le stoffe, i colori e l'aspetto generale delle vesti

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