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Prima dell'Apocalisse


Transeuropa
€ 8,00
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traduzione di Barbara Amali
pp. 86, Massa
data stampa: 2010
codice isbn: 978887580074

Partendo dalle macerie di Ground Zero e dalle sue implicazioni culturali, politiche e sociali, René Girard, uno dei più influenti pensatori oggi viventi, analizza gli eventi attuali e i fatti del nostro tempo – il fondamentalismo religioso, il cosiddetto scontro di civiltà, la minaccia nucleare, la crisi ecologica – come segni evidenti di un’imminente apocalisse, o meglio, della circostanza immanente che stiamo vivendo in tempi apocalittici.

Per Girard l’unico modo di leggere, interpretare e capire a fondo questi segni è tornare all’origine della loro evoluzione storica: il nucleo anti-sacrificale del cristianesimo che ha prodotto la modernità e liberato la capacità autodistruttiva dell’uomo.   

In una prospettiva più filosofica, l’epistemologo francese Jean-Pierre Dupuy, analizza ulteriormente questi temi proponendo una metafisica alternativa in cui la nostra volontà si combina con una versione particolarmente severa del futuro della realtà, proponendo «una forma illuminata di catastrofismo», una «profezia secolare», attraverso la quale possiamo davvero prevenire l’apocalisse solo osservando il nostro tempo con gli occhi di un futuro prevedibile in cui l’apocalisse è già “realmente” accaduta.

Due riflessioni esemplari, speculari l’una all’altra e dalle implicazioni sorprendenti, su uno dei momenti più incerti della storia dell’uomo.

«La televisione ha accompagnato tutte le fasi dell’11 settembre. La televisione ci ha permesso di essere sulla scena del delitto e quindi ce l’ha fatto vivere più intensamente, quasi dall’interno. L’evento è accaduto in diretta. Se non l’avessimo vissuto nel senso più letterale del termine non avrebbe avuto lo stesso impatto. Penso che se avessi scritto La violenza e il sacro dopo l’11 settembre vi avrei fatto quasi sicuramente riferimento.  Quello che è successo l’11 settembre ci dà la possibilità di capire l’evento moderno in sé, perché ci permette di capire meglio quello antico. L’11 settembre rappresenta uno strano ritorno all’antico in seno al secolarismo che caratterizza il nostro tempo. Non molto tempo fa avremmo avuto una reazione cristiana all’11 settembre. Oggi stiamo invece reagendo all’antica, e questo non preannuncia niente di buono per il futuro.»

«Chi dice che i cristiani sono anarchici ha in un certo senso ragione. I cristiani obliterano “i poteri” di questo mondo cancellando la legittimità di qualsiasi forma di violenza. Lo Stato vede il cristianesimo come forza anarchica. Ogni volta che il cristianesimo recupera vigore spirituale, questo aspetto riemerge.
Di conseguenza il conflitto con i musulmani è davvero ben più significativo di quanto pensino gli stessi integralisti. I fondamentalisti pensano che l’apocalisse sia l’ira violenta di Dio. Ma se leggiamo con attenzione i capitoli sull’Apocalisse, capiamo che in realtà parlano della violenza dell’uomo liberata dalla distruzione dei poteri secolari, e cioè degli Stati, che è quello a cui stiamo ora assistendo.»

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