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Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
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A cura di Rino Faranda, testo latino a fronte
pp. 1148, Torino
data stampa: 1976
codice isbn: 978880202667
Estratto dal testo

Notizia biografica.

Le notizie riguardanti la vita di Valerio Massimo sono assai scarse, e quelle poche hanno offerto lo spunto a discussioni ed ipotesi. Esse si traggono, generalmente, da qualche accenno contenuto nella sua opera e da allusioni, che ci aiutano in qualche modo a determinare approssimativamente il tempo e fors'anche i tempi di composizione della sua fortunata epitome. Il dato di fatto sicuro è che nel 27 d. C. egli si trovava al séguito di Sesto Pompeo, proconsole in Asia. Nel cap. 6, § 8 del libro II l'A. dichiara di aver personalmente assistito a un caso di pubblico suicidio, verificatosi «allorquando, diretto nella provincia d'Asia al séguito di Sesto Pompeo» era entrato « nella città di Iuli».

Ma chi sia stato questo Pompeo, è questione non completamente chiara, alcuni studiosi avendo ritenuto trattarsi dell'amico di Ovidio e di Germanico - buon parlatore e protettore d'ingegni -, cui allude Seneca (De tranquillo an., II, 10), morto per fame in carcere al tempo di Caligola, nel 39, laddove altri l'ha identificato con suo padre, console nel 14 d. C.: comunque Valerio Massimo sarà stato al séguito di un magistrato in una provincia, com'era nelle tradizioni romane fin dal tempo di Scipione Emiliano...
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