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Non poche delle decisioni che in passato abbiamo prese ci appaiono oggi sbagliate. E' una costatazione che ciaascuno di noi fa regolarmente, ma che resta sterile perché quasi sempre trascuriamo di approfondirla individuando le motivazioni che ne stanno alla base, e cioè quelle che l'Autore, del presente volume, il celebre psicoterapista americano Wayne W. Dyer chiama, in termini tecnici, le « zone erronee » della nostra psicologia.
Pur essendo molte, esse hanno una connotazione comune: ci inducono a rinunciare alle nostre aspirazioni più profonde e genuine per conformarci a un modello esterno; a vivere, cioè, in funzione dell'immagine stereotipata che gli altri, per semplificazione o per comodo, si aspettano da noi.
Gli atti, le emozioni della nostra esistenza ci vengono preordinati fin dall'infanzia dalla comunità civile, familiare, e di lavoro a cui apparteniamo o siamo destinati. L'importanza di ottenere l'approvazione di tali comunità, il timore di venirne emarginati, ci induce quindi spesso a sottostare a imposizioni che svalorizzano la nostra personalità, e ci costringono a condividere le nevrosi, i sensi di colpa, i conformismi, le preoccupazioni e le ansie del futuro che formano appunto le « zone »
malate del tessuto psicologico della nostra civiltà industriale.
Wayne W. Dyer passa qui in rassegna, una per una, tali « zone », ne precisa la natura, l'estensione, la pericolosità, e insegna i metodi più adatti a neutralizzarle.
Viviamo una volta sola, rileva Dyer, rifiutiamoci quindi di conformarci acriticamente alle regole che gli altri tendono ad imporci. Cerchiamo piuttosto di scoprire da soli, dentro di noi, le nostre autentiche aspirazioni, e dopo averle identificate, diamoci da fare per realizzarle. Perché dovremmo sentirci condizionati dalle esperienze che noi stessi, o altri, abbiamo fatto nel passato, o vivere in ansia per il nostro futuro, dal momento che noi viviamo sempre, ed esclusivamente, nel presente? Perché dovremmo accettare l'infelicità, oggi, dal momento che le possibilità di realizzarci sono praticamente infinite? Perché mai trascorrere l'intera vita all'ombra di pregiudizi e di abitudini spiritualmente anchilosanti quando la possibilità di scegliere una esistenza più vivace, varia, eccitante, ci può anche dare quella serenità di spirito che
nasce dall'acquisizione della libertà psicologica? Questi i temi che Dyer, in uno stile brillante e facile, propone al lettore: un invito audace e insieme meditato, a cercare in se stesso, al di là delle molteplici tentazioni del conformismo, i valori autentici ai quali ispirare la sua condotta privata e civile.
WAYNE W. DYER è uno psicologo assai noto in America, dove insegna alla Graduate School della St. John's University di Nuova York, ed esercita come terapista privato. Ha pubblicato tre volumi di successo ed è corrispondente di riviste specializzate in psicoterapia.
Copertina di Paolo Guidotti
Pur essendo molte, esse hanno una connotazione comune: ci inducono a rinunciare alle nostre aspirazioni più profonde e genuine per conformarci a un modello esterno; a vivere, cioè, in funzione dell'immagine stereotipata che gli altri, per semplificazione o per comodo, si aspettano da noi.
Gli atti, le emozioni della nostra esistenza ci vengono preordinati fin dall'infanzia dalla comunità civile, familiare, e di lavoro a cui apparteniamo o siamo destinati. L'importanza di ottenere l'approvazione di tali comunità, il timore di venirne emarginati, ci induce quindi spesso a sottostare a imposizioni che svalorizzano la nostra personalità, e ci costringono a condividere le nevrosi, i sensi di colpa, i conformismi, le preoccupazioni e le ansie del futuro che formano appunto le « zone »
malate del tessuto psicologico della nostra civiltà industriale.
Wayne W. Dyer passa qui in rassegna, una per una, tali « zone », ne precisa la natura, l'estensione, la pericolosità, e insegna i metodi più adatti a neutralizzarle.
Viviamo una volta sola, rileva Dyer, rifiutiamoci quindi di conformarci acriticamente alle regole che gli altri tendono ad imporci. Cerchiamo piuttosto di scoprire da soli, dentro di noi, le nostre autentiche aspirazioni, e dopo averle identificate, diamoci da fare per realizzarle. Perché dovremmo sentirci condizionati dalle esperienze che noi stessi, o altri, abbiamo fatto nel passato, o vivere in ansia per il nostro futuro, dal momento che noi viviamo sempre, ed esclusivamente, nel presente? Perché dovremmo accettare l'infelicità, oggi, dal momento che le possibilità di realizzarci sono praticamente infinite? Perché mai trascorrere l'intera vita all'ombra di pregiudizi e di abitudini spiritualmente anchilosanti quando la possibilità di scegliere una esistenza più vivace, varia, eccitante, ci può anche dare quella serenità di spirito che
nasce dall'acquisizione della libertà psicologica? Questi i temi che Dyer, in uno stile brillante e facile, propone al lettore: un invito audace e insieme meditato, a cercare in se stesso, al di là delle molteplici tentazioni del conformismo, i valori autentici ai quali ispirare la sua condotta privata e civile.
WAYNE W. DYER è uno psicologo assai noto in America, dove insegna alla Graduate School della St. John's University di Nuova York, ed esercita come terapista privato. Ha pubblicato tre volumi di successo ed è corrispondente di riviste specializzate in psicoterapia.
Copertina di Paolo Guidotti