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Dall'introduzione di Daniel-Rops:
"Da duemila anni ormai esiste il Cristianesimo: tempo breve nella prospettiva della Provvidenza, tempo già lungo per le nostre vite promesse alla morte. Pure, più si allontana, nel tempo, dai giorni soprannaturali della sua origine, più cresce in esso il bisogno di tornare al luogo da cui è venuta l'acqua viva che lo ha alimentato, e più viva si fa sentire nei suoi figli l'esigenza di ritrovare, guidati dalla Tradizione della Chiesa, i primi documenti della loro fede.
Tornare alle fonti. Questa espressione sintetizza le forze interiori che si manifestano nel Cristianesimo nel secolo ventesimo. Lo stesso movimento che conduce i cattolici a conoscere, a meditare, ad amare i testi del Vecchio Testamento che, per tanti di loro, erano ancora ieri lettera morta, conduce anche verso quelle riserve inesauribili di fervore religioso, che, raccolte dalle prime generazioni di cristiani, sono state poi trascurate completamente dall'ignoranza delle generazioni successive. Forse perchè la Chiesa di Cristo si sente oggi minacciata ancora una volta, e tutto quello che essa è, ha fatto ed insegna è di nuovo rimesso in questione, essa prova il bisogno di seguire le orme di coloro che un tempo hanno trionfato, con il sangue e il dolore, su minacce anche più gravi ed hanno fatto trionfare la Verità che è Vita. Non possiamo non rilevare che, oggi, si vanno ancora ripubblicando la Didaché o sant'Ignazio d'Antiochia, Origene o sant'Agostino, e la storia ci insegna da tempo che per una società umana minacciata di vecchiaia il miglior fermento di giovinezza è l'esempio del passato; la Tradizione viva.[...]"
"Da duemila anni ormai esiste il Cristianesimo: tempo breve nella prospettiva della Provvidenza, tempo già lungo per le nostre vite promesse alla morte. Pure, più si allontana, nel tempo, dai giorni soprannaturali della sua origine, più cresce in esso il bisogno di tornare al luogo da cui è venuta l'acqua viva che lo ha alimentato, e più viva si fa sentire nei suoi figli l'esigenza di ritrovare, guidati dalla Tradizione della Chiesa, i primi documenti della loro fede.
Tornare alle fonti. Questa espressione sintetizza le forze interiori che si manifestano nel Cristianesimo nel secolo ventesimo. Lo stesso movimento che conduce i cattolici a conoscere, a meditare, ad amare i testi del Vecchio Testamento che, per tanti di loro, erano ancora ieri lettera morta, conduce anche verso quelle riserve inesauribili di fervore religioso, che, raccolte dalle prime generazioni di cristiani, sono state poi trascurate completamente dall'ignoranza delle generazioni successive. Forse perchè la Chiesa di Cristo si sente oggi minacciata ancora una volta, e tutto quello che essa è, ha fatto ed insegna è di nuovo rimesso in questione, essa prova il bisogno di seguire le orme di coloro che un tempo hanno trionfato, con il sangue e il dolore, su minacce anche più gravi ed hanno fatto trionfare la Verità che è Vita. Non possiamo non rilevare che, oggi, si vanno ancora ripubblicando la Didaché o sant'Ignazio d'Antiochia, Origene o sant'Agostino, e la storia ci insegna da tempo che per una società umana minacciata di vecchiaia il miglior fermento di giovinezza è l'esempio del passato; la Tradizione viva.[...]"