Quando Ulisse si trova a Itaca, non la riconosce: dovrà passare dalla non-conoscenza alla conoscenza graduale e al rinnovato possesso, ricominciando tutto da capo. Appena incontra Atena mascherata, intesse la prima delle sue grandi menzogne. Poi se ne va, travestito da vecchio mendicante; mai ci è sembrato a suo agio come adesso, lui, il nobilissimo eroe dell'Iliade, mentre comincia la sua discesa nel mondo vile e turpe della commedia. Con rapidità istantanea, Omero rievoca la realtà rustica – le stalle, le scrofe, i porcelli arrostiti allo spiedo, le notti trascorse ascoltando e bevendo accanto al fuoco, i cani che scodinzolano – attorno alla quale i racconti di Eumeo suscitano un acre odore di Oriente, di mare e di pirateria. Alla fine ritorna anche Telemaco: padre e figlio si riconoscono, si abbracciano e scoppiano in lacrime. Tutte le sofferenze di due vite si esprimono così, in uno stesso gesto, con la grandiosa immediatezza che solo Omero conosce.
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Quando Ulisse si trova a Itaca, non la riconosce: dovrà passare dalla non-conoscenza alla conoscenza graduale e al rinnovato possesso, ricominciando tutto da capo. Appena incontra Atena mascherata, intesse la prima delle sue grandi menzogne. Poi se ne va, travestito da vecchio mendicante; mai ci è sembrato a suo agio come adesso, lui, il nobilissimo eroe dell'Iliade, mentre comincia la sua discesa nel mondo vile e turpe della commedia. Con rapidità istantanea, Omero rievoca la realtà rustica – le stalle, le scrofe, i porcelli arrostiti allo spiedo, le notti trascorse ascoltando e bevendo accanto al fuoco, i cani che scodinzolano – attorno alla quale i racconti di Eumeo suscitano un acre odore di Oriente, di mare e di pirateria. Alla fine