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Una certa curositàsuscitata dal quindicesiino degli Αἴτια ῾Ρωμαϊνά di Plutarco, e il desiderio di venire a sapere qualcosa di più in merito, sono stati la causa determinante di questa ricerca.
Essa ha costituito in parte - relativamente al mito che fonda l'inamovibilità di Terminus sul Campidoglio - l'argomento di una comunicazione presentata al XII Congresso Internazionale di Storia delle religioni tenutosi a Stoccolma nell' agosto del 1970.
Almeno nelle sue linee generali, poi, è stata oggetto di un corso di lezioni da me tenuto all'Università di Roma agli studenti di Religioni del mondo classlco, nell'anno accademico 1973/74.
Nella forma attuale vorrebbe essere un lavoro di storia delle religioni; più precisamente, un tentativo di studiare a fondo un complesso mitico-rituale romano su basi storico-religiose.
Il problema da cui prende le mosse è quello della liceità di porgere o meno a Termimis e ai termini offerte cruente. Segue un excursus comparativistico che, dall'analisi - nei più diversi tipi di civiltà - di alcuni fatti presumibilmente consimili a quello romano, allarga le prospettive di partenza nella più vasta problematica della stabilizzazione della realtà. Lo studio della situazione cultuale dei segni di confine a Roma, l'esame delle tradizioni che ne fondano l'origine, la lettura sinottica di queste, costituiscono altrettante fasi di un'indagine tesa a far rilevare la particolare funzione svolta dai termini nella religione romana. Nella parte conclusiva verranno rimesse in discussione le questioni via via lasciate in sospeso