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Estratto dalla Prefazione
In questo volume John Scheid affronta lo studio della religione romana intesa come la religione dei cittadini romani. La scelta ha un valore di metodo: l'autore mostra infatti che non esiste una «religione romana» in generale, avulsa da uno specifico contesto istituzionale, storico, geografico. A Roma l'elemento religioso è «consustanziale» a quello politico, è una delle facce di quella realtà che chiamiamo «repubblica», «città», «consenso civico». L'attenzione è dunque rivolta all'uomo, alla comunità umana nella sua concreta attività religiosa: agli dei, dunque, ma anche ai loro adoratori.
Si evitano in questo modo valutazioni approssimative della religiosità romana sul metro della sua vicinanza o lontananza rispetto alla religiosità dell'Occidente cristiano: «quando i comportamenti dei Romani sembrano avvicinarsi alla nostra religiosità avverte Scheid - stiamo già uscendo dalla 'religione' per penetrare nella sfera della 'superstizione' ». In questa sottile polemica sta la chiave di un percorso, spesso sorprendente, attraverso la devozione di un popolo che si vantava di essere il più religioso della terra.
In questo volume John Scheid affronta lo studio della religione romana intesa come la religione dei cittadini romani. La scelta ha un valore di metodo: l'autore mostra infatti che non esiste una «religione romana» in generale, avulsa da uno specifico contesto istituzionale, storico, geografico. A Roma l'elemento religioso è «consustanziale» a quello politico, è una delle facce di quella realtà che chiamiamo «repubblica», «città», «consenso civico». L'attenzione è dunque rivolta all'uomo, alla comunità umana nella sua concreta attività religiosa: agli dei, dunque, ma anche ai loro adoratori.
Si evitano in questo modo valutazioni approssimative della religiosità romana sul metro della sua vicinanza o lontananza rispetto alla religiosità dell'Occidente cristiano: «quando i comportamenti dei Romani sembrano avvicinarsi alla nostra religiosità avverte Scheid - stiamo già uscendo dalla 'religione' per penetrare nella sfera della 'superstizione' ». In questa sottile polemica sta la chiave di un percorso, spesso sorprendente, attraverso la devozione di un popolo che si vantava di essere il più religioso della terra.