L'autore ha condotto uno studio approfondito sulla politica interna di Atene fra la battaglia di Cheronea e la morte di Alessandro Magno (338-323 a.c.), e ha dedicato un'attenzione particolare ai problemi economici e finanziari del periodo, nella convinzione che questo indirizzo di ricerca possa portare a un'interpretazione in parte nuova: i risultati raggiunti confermano la validità della linea seguita. La figura dell'oratore Licurgo, che, direttamente o indirettamente, riuscì a controllare l'amministrazione finanziaria della città per un dodicennio, e nello stesso tempo esercitò notevole influenza anche in ambito politico, ispirando le scelte della polis in quegli anni, fornisce il motivo conduttore che unifica i diversi temi.
Nella prima parte, all'esame dei meccanismi che regolavano il funzionamento del sistema finanziario ateniese (cap. I) e dei problemi istituzionali concernenti la magistratura ricoperta da Licurgo e la base del suo potere (cap. 2), segue lo studio prosopografico del gruppo dirigente che insieme all'oratore governò la città dopo il 338. Il Faraguna, utilizzando in modo acuto e accurato la documentazione disponibile, dimostra che la città era in quegli anni saldamente controllata da un'élite di estrazione socio-economica molto elevata e ideologicamente compatta, riluttante a promuovere un nuovo scontro con la Macedonia e propensa ad emarginare gli elementi favorevoli a soluzioni estreme (cap. 3). L'esame dei provvedimenti attuati nel periodo considerato consente di individuare un programma razionale, dettato dalla volontà, e dalla necessità, di affrontare i problemi creati dalla sconfitta, ricuperando una coesione della cittadinanza intorno alle strutture democratiche e dando nuova forza e impulso all'economia con la valorizzazione sistematica di tutte le risorse presenti nel territorio attico (cap. 4).
Nella seconda parte vengono considerati analiticamente alcuni fenomeni economici e finanziari in diverso grado caratteristici del periodo, dai quali emerge chiara la tendenza dello stato a intervenire in campo economico al fine di incrementare le entrate annuali della città e di rendere solido ed efficiente il suo sistema finanziario. A uno studio sulle miniere d'argento del Laurion, con nuove proposte concernenti il regime amministrativo che ne regolava lo sfruttamento (cap. 5), seguono altri capitoli (6-9) dedicati alla sistemazione delle procedure d'affitto delle terre sacre, alla vendita su larga scala di terreni pubblici, alla riorganizzazione dei culti e delle finanze sacre, all'intensa attività edilizia realizzata in gran parte grazie all'apporto di denaro privato.
Emerge in conclusione il quadro di un'Atene non tanto proiettata all'esterno nella prospettiva di un nuovo scontro militare con la Macedonia quanto piuttosto ripiegata su se stessa nello sforzo di trovare un nuovo assetto politico ed economico rispondente alla mutata realtà politica del mondo greco.
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L'autore ha condotto uno studio approfondito sulla politica interna di Atene fra la battaglia di Cheronea e la morte di Alessandro Magno (338-323 a.c.), e ha dedicato un'attenzione particolare ai problemi economici e finanziari del periodo, nella convinzione che questo indirizzo di ricerca possa portare a un'interpretazione in parte nuova: i risultati raggiunti confermano la validità della linea seguita. La figura dell'oratore Licurgo, che, direttamente o indirettamente, riuscì a controllare l'amministrazione finanziaria della città per un dodicennio, e nello stesso tempo esercitò notevole influenza anche in ambito politico, ispirando le scelte della polis in quegli anni, fornisce il motivo conduttore che unifica i diversi temi.
Nella pr
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Accademia Naz. Dei Lincei
- Autore
- Faraguna Michele
- ISBN
- 978882180490