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Marmora Romana

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€ 200,00
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pp. 290, nn. ill. b/n, in fondo al volume una cartina delle principali cave di marmo di età romana, Roma
data stampa: 1988
codice isbn: 978887176033

Dalla Prefazione:
L'interesse e lo studio delle pietre da decorazione usate dagli antichi, cioè dei marmi - che, nell' accezione classica della parola comprendono tutte le pietre da decorazione suscettibili di pulimento, quindi anche i graniti, i porfidi, etc. - mi ha accompagnato per parecchi anni e precede di gran lunga l'idea e la stesura del presente volume. Dopo il secolo XIX lo studio di questi materiali è stato notevolmente trascurato e l'opera più comprensiva su di essi resta tuttora quella di Faustino Corsi, 'Delle Pietre Antiche', di cui si ebbero dal 1828 al 1845 tre edizioni. L'opera del Corsi è tuttavia priva di illustrazioni e la raccolta di campioni da lui messa insieme emigrò, lui vivente, in Inghilterra. Cosa importantissima mi è parsa quindi quella di insistere sulle illustrazioni a colori ed in misura naturale di ogni singola pietra. Queste _illustrazioni, commentate dalle tavole in nero, formano, per dir così, l'ossatura del volume. I marmi bianchi ed i complessi problemi concernenti la loro identificazione son toccati solo di sfuggita nell'Appendice I. Una trattazione esauriente di essi richiede ricerche speciali e sarà forse oggetto di un secondo volume.

Gli studi e le ricerche che hanno portato a quest'opera non sono stati confinati a Roma, soltanto, ma, dal 1964 in poi, mi hanno condotto a visitare tutti i principali luoghi e monumenti del bacino del Mediterraneo dove sono marmi antichi. Dell' effettuazione di questo programma di ricerca e della stessa pubblicazione di questo volume sono grandemente debitore al Consiglio Nazionale delle Ricerche, alle cui autorità esprimo qui tutta la mia gratitudine.

Molti sono coloro che hanno collaborato a quest'opera, cui vanno i miei ringraziamenti più vivi. Il mio amico Lucos Cozza ha affettuosamente seguito, in tutti questi anni, le mie ricerche. I professori J. B. Ward Perkins segretario del Comitato per lo Studio del Marmo e della Pietra nell'Antichità, Th. Kraus, F. Braemer, G. Carettoni, F. Castagno li, A. M. Colini, C. Pietrangeli, Maria Floriani Squarciapino e Paola Pelagatti mi hanno ripetutamente giovato dei loro consigli e della loro autorità. I dottori M. H. Ballance e F. Rakob mi hanno gentilmente tenuto al corrente dei loro studi sui marmi asiatici ed africani rispettivamente. Il dotto Patrizio Pensa bene e la signora Ernesta Cianfarani Leardi hanno avuto la bontà di rivedere le bozze di stampa.

Molteplici sono poi coloro che, non archeologi, hanno tuttavia collaborato a questo volume. Il prof. B. Accordi, dell'Istituto di Geologia dell'Università di Roma mi ha dato libero accesso alle raccolte Belli e Dodwell, colà conservate. Molti campioni qui illustrati appartengono a queste collezioni. L'ingegnere Faiz Abd El Shehid mi ha fatto da guida in varie località del Deserto Orientale Egiziano. Lo scultore Ferdinando Onori, erede genuino della tradizione marmoraria romana, ha messo generosamente a mia disposizione le sue raccolte, prestandomi e donandomi campioni per studio e confronto. Il signor Enrico Fiorentini ha partecipato vivamente allo svolgimento del mio lavoro: della

sua conoscenza pratica dei materiali antichi e della loro lavorazione mi sono molto giovato. I marmisti Franco Rossi e Sandro Maiorani mi hanno più volte donato pezzi e campioni utili ai miei studi e così pure il commendator Venanzio Turchi. Il dotto Sergio Sangiorgi e la ditta Medici hanno posto liberalmente a mia disposizione campioni e frammenti. Una speciale e riconoscente menzione merita qui la signorina Priscilla Grazioli, nipote del commendator Raffaele Medici, e così pure il signor Antonio Zappetelli. Le fotografie a colori sono opera dei signori De Antoniis e Spinozi. Il poeta Giorgio Seferis ha avuto la bontà di segnalarmi la carta di Costantinopoli riprodotta a p. 83. L'autore non può infme tacere quanto deve all'Elefante, cioè, fisicamente, alle persone di Enzo e Grazia Crea, alla loro pazienza e comprensione. Questo volume è il frutto di una collaborazione assidua ed ormai sempre più rara fra autore ed editore. ( Castel Giuliano, 1971 )

Raniero Gnoli, illustre studioso di sanscrito, in questo libro si occupa dei diversi tipi di marmo trovati a Roma e in altri luoghi d'Europa e dell'Africa settentrionale j ne descrive le cave di provenienza, la loro importanza per i popoli dell'antichità, la loro presenza nella letteratura. È un lavoro che rivela quanto ampi siano i campi di ricerca che l'autore ha esplorato a fondo, ed è un esempio dei suoi molteplici interessi.

L'opera, di grande precisione filologica e ricchissima di informazioni, sarà estremamente utile agli archeologi, ai letterati, agli studiosi di arti e mestieri, e a quanti si interessano al significato che nelle varie epoche veniva attribuito alle pietre. Magnificamente stampato, con ottime illustrazioni sia a colori che in bianco e nero, il volume è un esempio di profonda e umanistica dottrina. ( Giuseppe Tucci, East and West )

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