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Burattini e Marionette in Italia dal Cinquecento ai Giorni Nostri

Testimonianze storiche artistiche letterarie - Roma, Palazzo Antici Mattei, 14 febbraio - 14 marzo 1980

Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
€ 25,00
Quantità

pp. 232, nn. ill. a colori e b/n, Roma
data stampa: 1980
codice isbn: 900000004410

“Sono molte le storie di marionette e burattini esistenti. Quasi ogni paese ha la sua e spesso, le sue. Mirano, per lo più, a porre in luce quanto è stato fatto, in ogni settore della marionettistica, come s'è svolta, quali trasformazioni abbia subito nel volger del tempo, se sia stata più o meno influenzata da altre attività artistiche, e, a sua volta, se abbia agito su di esse, la sua maggiore o minore fortuna, infine, per cui, durante certi periodi storici, può sembrare che sia scomparsa del tutto. Ciascuna di queste storie, naturalmente, è convalidata da numerosi documenti, alcuni originali, altri ritratti da interpretazioni e annotazioni di precedenti studiosi.
Solo ai nostri tempi, frutto della internazionalizzazione della marionettistica, e per il fatto che quasi ogni nazione ne ha redatto la propria storia, si è potuto constatare, che sotto il nome comune, riferito dai documenti, si è trattato, in realtà, di svariati sistemi di animazione e di differenti strutture di marionette e burattini. Per mio conto, già da molti anni, e cioè da quando ho cominciato a interessarmi a questa storia, ho cercato di reperire, nel limite delle mie possibilità, prima, in Italia, e dopo, nei paesi stranieri che andavo via via conoscendo, soprattutto i documenti che le diverse storie riferivano quali dirette e verosimili testimonianze, dalle origini al corso del loro succedersi, di reali spettacoli di marionette e burattini.
Fra quelle che, in questa Mostra, il cui oggetto è la Storia del teatro di marionette e burattini in Italia, dal 500 alla prima metà del '900, fanno da filo conduttore, sono le testimonianze degli spettatori di quanti, vale a dire, fortuitamente o meno, trovandosi ad assistere a spettacoli, di marionette e burattini, ci abbiano lasciato memoria della loro emozione. Alcuni ci presero gusto, come usa dirsi, e assisterono a più e più spettacoli, o nella stessa città o in altre differenti, riferendone per scritto o in opere grafiche e pittoriche.
Solo da queste testimonianze personali e dirette, è chiaro che si può specificare di quale genere di spettacoli si trattasse, e risalire alle formazioni artistiche che li animarono e agli artisti che li idearono ed eseguirono. I nomi di alcuni di essi e delle loro compagnie, fanno ancora parte della storia odierna di quest'arte, mentre, di altri, è andato perduto tutto da quel che riguarda la loro persona al lavoro teatrale e scenico che compirono.
Dalle testimonianze superstiti, possiamo rilevare, anche, quali furono, secondo le diverse epoche, i centri attivi di tale arte, e il ruolo svolto da ciascuno dei diversi generi, e come, inoltre, nella relativa documentazione, prevalesse la grafica, per quanto riguardava gli spettacoli dati in piazza e quella letteraria in rapporto agli spettacoli dati al chiuso, definibili, in un certo senso, «teatri in miniatura».
Altro documento importante della storia di questa arte, sono le composizioni letterarie e musicali a cui si sono dedicati, con diverso intento e secondo le differenti epoche, letterati e compositori. Sappiamo tutti che la manifestazione artistica, che si chiama spettacolo teatrale (e il teatro di marionette e burattini ne fa parte), si conclude a chiusura di sipario. L emozione che esso ha suscitato non è tramandabile, come può accadere ad un quadro, ad una scultura, ad un opera letteraria. Quanto rimane di uno spettacolo di marionette o di burattini, che possiamo reperire in biblioteche o nei musei, copioni, vale a dire, bozzetti, scene, pupazzi, non è sufficiente a farcelo rivedere come specifica opera d'arte. Solo dall'emozione di chi l'ha visto veramente, possiamo tentare, anche a distanza di secoli, di ricostruirlo dentro di noi.
Oggi, per fortuna, non è più così. Possiamo riascoltare voci di celebri artisti, intere opere e concerti, grazie a preziose e precise registrazioni. Possiamo rivedere sul piccolo o sul grande schermo, spettacoli di ieri e di oggi. Ma quali e come furono gli spettacoli di un tempo, prima che i mezzi audiovisivi ci consentissero di rivederli anche a distanza di tempo, non è la polvere della storia, sibbene, come dicevo, la viva emozione di chi li vide e li registrò, che ce li può far rivedere e riaccostarci ad essi. Non è così che ritroviamo il reale modo di vivere, di sentire, di pensare, la vera e segreta storia, insomma, di chi ci ha preceduto nel tempo, da diari ed epistolari?
Partendo da tale principio, e con l'ausilio di scrupolose ricerche, che hanno fissato e incasellato le molteplici documentazioni, penso che questa Mostra, possa essere spettacolo di uno spettacolo, quale è quello che, oggi, si chiama Teatro di animazione.
Devo ringraziare per la scrupolosa e appassionata verifica che hanno fatto ai documenti da me forniti, nonché alla scoperta di altri, e che hanno reso possibile la realizzazione di questa Mostra, Maria Giovanna Rak, Antonietta Amicarelli Scalisi, Valeria Cremona, Anna Maria Venturini Salvicchi, Serafina Di Maio.” (Maria Signorelli)

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