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Tractatus Super Quatuor Evangelia

Tractatus Super Quatuor Evangelia

Istituto Storico Italiano
Esaurito
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Dalla prefazione di Ernesto Buonaiuti:
"È già qualche anno che, svolgendo nella R. Università di Roma un corso sulle origini e il primitivo sviluppo del movimento Francescano, io fui indotto ad occuparmi, con molta curiosità, del messaggio gioachimita e dei suoi collegamenti, ideali e concreti, con l'istituzione dei «Minori». L'esplorazione fu piena di sorprese. Consultando pazientemente, così nelle vecchie edizioni a stampa come nella superstite tradizione manoscritta, le opere del «profeta» calabrese, io fui tratto a scorgere molto più intimi di quanto comunemente non si creda, i rapporti fra le idealità ascetiche ed apocalittiche di Gioacchino e l'ispirazione religiosa del figlio di Pietro Bernard

Descrizione

Dalla prefazione di Ernesto Buonaiuti:
"È già qualche anno che, svolgendo nella R. Università di Roma un corso sulle origini e il primitivo sviluppo del movimento Francescano, io fui indotto ad occuparmi, con molta curiosità, del messaggio gioachimita e dei suoi collegamenti, ideali e concreti, con l'istituzione dei «Minori». L'esplorazione fu piena di sorprese. Consultando pazientemente, così nelle vecchie edizioni a stampa come nella superstite tradizione manoscritta, le opere del «profeta» calabrese, io fui tratto a scorgere molto più intimi di quanto comunemente non si creda, i rapporti fra le idealità ascetiche ed apocalittiche di Gioacchino e l'ispirazione religiosa del figlio di Pietro Bernardone. Dico di più. Fui tratto a ritenere la predicazione gioachimita come una delle espressioni salienti e più efficienti del secolo XIII incipiente, come uno degli elementi, fin troppo trascurati, il cui apporto invece alla elaborazione della spiritualità, da cui uscì la Divina Commedia, è fondamentale.
Ma di pari passo con una valutazione sempre più adeguata dell'importanza di Gioacchino, come esponente e propulsore di quella che è stata battezzata come la prima rinascita (valutazione ormai riconosciuta come doverosa da medievalisti quali il Burdach e il Dempf), io andavo constatando come lo studio di Gioacchino era impervio, per la difficoltà che si incontrava nella utilizzazione di tutti i suoi scritti, qualcuno dei quali, e non dei meno importanti, giaceva ancora, inattingibile, nei codici di qualche biblioteca.
Un'edizione critica delle opere del «veggente» mi parve così un compito preliminare indispensabile, non solamente ad una comprensione storicamente corretta della sua dottrina e della sua opera, ma, più genericamente, ad una raffigurazione completa del profondo rivolgimento spirituale che si effettua nella società cristiana del XII secolo. Al medesimo convincimento e al medesimo proposito giungeva contemporaneamente in Germania Erberto Grundmann. Comunicatici a vicenda i nostri divisamenti, giungevamo, di buon accordo, ad una ripartizione del vasto lavoro. Sotto gli auspici dell'«Institut für Kultur- und Universalgeschichte» di Lipsia, il Grundmann si accingeva ad allestire un'edizione critica delle opere genuine di Gioacchino, edite già nel 15 19 e nel 1527, ma da allora mai più pubblicate: sotto gli auspici dell'Istituto Storico Italiano, favorito dall'interessamento di S. E. Pietro Fedele, io mi accingevo ad allestire l'edizione critica delle tre opere genuine di Gioacchino mai date alle stampe: i Tractatus super quatuor Evangelia, il De articulis Fidei, l'Adversus Iudeos.
Vede qui la luce il primo scritto: seguirà l'edizione degli altri due.
Nel licenziare alle stampe questo trattato Gioachimita, che vede ora per la prima volta la luce; io debbo esprimere la mia riconoscenza, innanzi tutto, a S. E. Pietro Fedele, il quale ha facilitato il mio lavoro e ha voluto l'inserzione del testo, veramente indispensabile, come tutti gli scritti del « profeta», alla intelligenza sicura della vita spirituale in Italia nel secolo XIII, nelle «Fonti per la Storia d'Italia». Debbo inoltre una testimonianza di affettuosa gratitudine ai fedeli e volenterosi allievi che mi hanno costantemente offerto il dono del loro solerte ausilio nella collazione del testo, nella revisione delle bozze, nella compilazione degli indici. Infine debbo un fervido ringraziamento al personale della Tipografia del Senato del dotto Giovanni Bardi, e in particolare al suo sagace ed esperto revisore cav. Romolo Ducci, che ha portato, nella esecuzione della stampa, una cura intelligente e una diligenza scrupolosa."

Dettagli del prodotto

Editore
Istituto Storico Italiano
Autore
Gioacchino Da Fiore
ISBN
300000000510

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